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IL DEGRADO DEL "BERLINGIERI" DI TORRETTA

  5 maggio 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ingresso del campo sportivo di Torretta

 

 

TORRETTA – Più che le parole servirebbe un album fotografico per descrivere il degrado, l’abbandono, l’incuria, il vandalismo a cui è stato ormai relegato il campo sportivo “Anselmo Berlingieri” di Torretta,  un tempo anche glorioso teatro di indimenticabili match calcistici di una squadra di calcio (la S.S. Torretta) che era riuscita a conquistare anche le massime platee dilettantistiche disputando, unica volta nella sua storia, il torneo di Serie D (già Interregionale), al pari di società molto più blasonate, quali il Taranto (oggi in C1).

Ebbene, oggi non solo questo sport è morto e sepolto nella nostra comunità, ma anche quel terreno di gioco, con tanto di tribune coperte ed annessi divisorie per ospiti (foto a lato), doppie reti di protezione, cancelli d’ingresso separati per pubblico e squadre, tutto insomma è lasciato alla rovina più totale. E dire che negli ultimi tempi è stato utilizzato (come campo in prestito) da una formazione del circondario per la disputa di alcune partite di Terza Categoria.

 le tribune

 

Quasi non volevamo crederci quando siamo venuti a sapere che la Finale Provinciale dei giochi della gioventù (in programma il 7 maggio) non si sarebbero più disputati al “Berlingieri” (bensì presso il kartodromo Nika di Torretta) per le impossibili condizioni del campo, ed allora ci siamo recati sul posto, un pomeriggio di questo maggio appena iniziato, e l’orrore (senza falso catastrofismo) ci ha trafitto il cuore nel mettere piede negli spogliatoi la cui porta d’ingresso è completamente spalancata (foto a sinistra): il grande atrio interno sporco ed il pavimento invaso dall’acqua che probabilmente fuoriesce da tubature fradice o rubinetti aperti dai vandali di turno, le mura degli stanzoni delle squadre rovinate dall’umidità e dalla muffa, lo stanzino che ospita l’impianto degli scaldacqua spalancato e tanto decrepito da farlo sembrare una grotta, per non parlare del corridoio e della scaletta che dava l’ingresso al terreno di gioco (ma il cancello era chiuso!). E fuori? Ci vorrebbe una visita turistica con tanto di guida (al degrado): la scalinata che porta agli spalti (anche qui libero accesso) è quasi ricoperta dall’erba, come tutto intorno d'altronde, reti di recinzione e barriere metalliche quasi completamente arrugginite, ma la ciliegina sulla torta la troviamo sotto le tribune con il grande magazzino sottostante la cui porta è (guarda caso) anch’essa spalancata e dentro un cumulo di vecchi pannelli di spugna (probabilmente quelli usati per protezione al muro perimetrale del terreno di gioco durante il campionato di serie D) tra i quali qualcuno si sarà divertito a sfogare la propria inciviltà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il magazzino sotto la tribuna

 

Nulla da dire più (le foto che vi mostriamo parlano da sole), se non il magone e lo sconforto che ci ha pervaso l’anima in quei minuti di sopralluogo, tanto da farci venire ad un certo punto la necessità improrogabile di scappare via. Già, ma su quella che chiamarla strada di accesso è un’offesa c’è poco da transitare spediti: buche, erbacce, detriti, tutto un insulto alla civiltà… ed anche al denaro pubblico se poi ci soffermiamo ad ammirare quel mostro di cemento armato che nei progetti di qualche decennio fa doveva essere un palazzetto dello sport ed ora si può definire al massimo un coperchio di soldi buttati alle erbacce. E che dire di qual campo da tennis (perché da noi si pratica questo sport?) realizzato dirimpetto al “mostro” di cui dicevamo e circondato da erbacce e rifiuti di ogni genere portati lì a mo’ di discarica pubblica?

Altro che zona sportiva, questa sarebbe meglio nasconderla al comune senso del pudore. E con cancelli chiusi a chiave possibilmente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

l'interno degli spogliatoi

 

 

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