TORRETTA – Più che le parole servirebbe un album fotografico per
descrivere il degrado, l’abbandono, l’incuria, il vandalismo a cui è stato
ormai relegato il campo sportivo “Anselmo Berlingieri” di Torretta, un
tempo anche glorioso teatro di indimenticabili match calcistici di una
squadra di calcio (la S.S. Torretta) che era riuscita a conquistare anche
le massime platee dilettantistiche disputando, unica volta nella sua
storia, il torneo di Serie D (già Interregionale), al pari di società
molto più blasonate, quali il Taranto (oggi in C1).
Ebbene, oggi non solo questo sport è morto e sepolto nella nostra
comunità, ma anche quel terreno di gioco, con tanto di tribune coperte ed
annessi divisorie per ospiti (foto a lato), doppie reti di protezione, cancelli
d’ingresso separati per pubblico e squadre, tutto insomma è lasciato alla
rovina più totale. E dire che negli ultimi tempi è stato utilizzato (come
campo in prestito) da una formazione del circondario per la disputa di
alcune partite di Terza Categoria.
le tribune
Quasi non volevamo crederci quando siamo venuti a sapere che la Finale
Provinciale dei giochi della gioventù (in programma il 7 maggio) non si
sarebbero più disputati al “Berlingieri” (bensì presso il kartodromo Nika
di Torretta) per le impossibili condizioni del campo, ed allora ci siamo
recati sul posto, un pomeriggio di questo maggio appena iniziato, e
l’orrore (senza falso catastrofismo) ci ha trafitto il cuore nel mettere
piede negli spogliatoi la cui porta d’ingresso è completamente spalancata (foto
a sinistra): il grande atrio
interno sporco ed il pavimento invaso dall’acqua che probabilmente
fuoriesce da tubature fradice o rubinetti aperti dai vandali di turno, le
mura degli stanzoni delle squadre rovinate dall’umidità e dalla muffa, lo
stanzino che ospita l’impianto degli scaldacqua spalancato e tanto
decrepito da farlo sembrare una grotta, per non parlare del corridoio e
della scaletta che dava l’ingresso al terreno di gioco (ma il cancello era
chiuso!). E fuori? Ci vorrebbe una visita turistica con tanto di guida (al
degrado): la scalinata che porta agli spalti (anche qui libero accesso) è
quasi ricoperta dall’erba, come tutto intorno d'altronde, reti di
recinzione e barriere metalliche quasi completamente arrugginite,
ma la ciliegina sulla torta la troviamo sotto le tribune con il grande
magazzino sottostante la cui porta è (guarda caso) anch’essa spalancata e
dentro un cumulo di vecchi pannelli di spugna (probabilmente quelli usati
per protezione al muro perimetrale del terreno di gioco durante il
campionato di serie D) tra i quali qualcuno si sarà divertito a sfogare la
propria inciviltà.

il magazzino sotto la
tribuna
Nulla da dire più (le foto che vi mostriamo parlano da sole), se non il
magone e lo sconforto che ci ha pervaso l’anima in quei minuti di
sopralluogo, tanto da farci venire ad un certo punto la necessità
improrogabile di scappare via. Già, ma su quella che chiamarla strada di
accesso è un’offesa c’è poco da transitare spediti: buche, erbacce,
detriti, tutto un insulto alla civiltà… ed anche al denaro pubblico se poi
ci soffermiamo ad ammirare quel mostro di cemento armato che nei progetti
di qualche decennio fa doveva essere un palazzetto dello sport ed ora si
può definire al massimo un coperchio di soldi buttati alle erbacce. E che
dire di qual campo da tennis (perché da noi si pratica questo sport?)
realizzato dirimpetto al “mostro” di cui dicevamo e circondato da erbacce
e rifiuti di ogni genere portati lì a mo’ di discarica pubblica?
Altro che zona sportiva, questa sarebbe meglio nasconderla al comune senso
del pudore. E con cancelli chiusi a chiave possibilmente.
l'interno degli
spogliatoi
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