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PIOGGIA E MARE IN TEMPESTA ASSALGONO IL TERRITORIO

15 novembre 2004

 
 

CRUCOLI – E’ stato un fine settimana di quelli da far accapponare la pelle, specie per gli organismi comunali che non hanno potuto abbassare la guardia nemmeno un minuto durante le lunghe ore, notturne e diurne, nelle quali il maltempo ha imperversato sul nostro territorio, come in tutto il centro sud ovviamente.

Il Sindaco Sicilia, il Vice Vulcano, gli Assessori Mancini e Mingrone, la Polizia Municipale, i Carabinieri, tecnici e operai comunali, imprese del luogo, li abbiamo visti tutti adoperarsi, ognuno per le proprie competenze, nel far fronte ad un’emergenza maltempo che ha tenuto con il fiato sospeso tutta la cittadinanza, con tante famiglie alle prese con scantinati invasi dall’acqua e dal fango, con strade impraticabili ed in alcuni casi anche danni a strutture murarie (non quelle abitative per fortuna).

Sabato mattina, dopo due lunghe notti di pioggia e grandine, ma anche di mare in tempesta, sembrava di assistere ad un bollettino di guerra (meteorologica naturalmente): partendo dal basso, quindi dalla costa, occhi puntati sulla zona nord dove le intense mareggiate di levante avevano provocato i primi piccoli disastri. Regge bene la protezione a scogliera realizzata nell’agosto scorso nella zona interessata dal precedente cedimento del molo – lungomare, andando più a nord la furia del mare ha ulteriormente avanzato la sua azione erosiva e distruttiva avvicinandosi a pochissima distanza dal nuovo tratto di lungomare tra il lido Brutium ed il campetto da calcetto della zona Pianagrande. In pericolo dunque lo stesso lido, il cui piazzale esterno è parzialmente crollato verso la spiaggia, nonché marciapiede ed impianto di illuminazione pubblica, per cui fino a tarda sera di domenica c’è stato un va e vieni di automezzi che trasportavano materiale roccioso che un caterpillar provvedeva a posizionare a protezione della costa sia per conto del titolare del lido, sia per conto dei vertici comunali.

I quali ultimi nulla hanno potuto invece per le frane che hanno interessato la vecchia strada sterrata che conduceva al rione Mortelletto, subito chiusa al transito, nei pressi dei collettori fognari ormai lambiti dalle onde e per giunta riemersi completamente in superficie (foto a lato). Ancora non quantificati i danni alla rete che conduce al depuratore, ma anche qui sono dovuti intervenire i tecnici addetti, come pure un altro mezzo meccanico è stato chiamato a liberare da detriti e fango uno dei canaloni di raccolta delle acque piovane che sfocia a mare dalla nuova zona Pianagrande, nella quale non sono mancati tratti di strada completamente invase dalla fanghiglia. 

Stessi problemi nel centro abitato di Torretta, specie tra i rioni che costeggiano la statale 106, dove l’acqua scesa dalle colline soprastanti, non avendo appositi punti di raccolta sufficienti, ha facilmente invaso abitazioni al piano terra, attività commerciali, studi professionali e la stessa 106 dove operai del comune, supportati dagli agenti della Polizia Municipale, nella mattinata di sabato hanno dovuto liberare la carreggiata dal fango riversatisi nella nottata. In Rione Barco il crollo di un muro ha provocato la caduta di un serbatoio che alimenta il riscaldamento in un’abitazione, fortunatamente senza fuoriuscita di gas per il pronto intervento del proprietario.

Salendo a Crucoli fortunatamente la provinciale che passa da Manipuglia ha retto perfettamente in tutti i suoi tratti, non come invece l’altra ramificazione, che dal capoluogo raggiunge la 106 al confine con il territorio della provincia cosentina, dove giungevano notizie di frane e interruzioni del transito.

Quanto al centro abitato, se Torretta piange, Crucoli non ride: a parte alcune zone di Viale Repubblica dove il comune ha provveduto a ripulire ingombri di fango e acqua, i dati più gravi giungono dal centro storico. Nella nottata tra venerdì e sabato è crollato un tratto dell’antica Strada Lamanna (nella foto), da tempo sede dei bassorilievi in marmo sulla civiltà contadina e il cui stato di pericolo era stato già comunicato dal comune nella serata precedente a tutti gli organismi preposti, tra cui il Prefetto, la Protezione Civile e l’Assessorato ai Lavori Pubblici della Provincia di Crotone. A questo proposito lo stesso vice sindaco Domenico Vulcano lamenta, a ragione, a tutt’oggi (lunedì) il mancato intervento della Telecom a ripristinare la linea telefonica interrotta per la suddetta frana e che ha lasciato senza servizio gran parte delle abitazioni della zona. Non si contano poi i danni alla rete fognaria ed alla rete idrica, con la fornitura d’acqua potabile ancora sospesa, come pure nelle campagne crucolesi dove molti agricoltori sono impossibilitati, dalle frane e dalle interruzioni della rete viaria interpoderale, a raggiungere i propri terreni ed in alcuni casi i propri allevamenti. A proposito di strade, è dell’ultim’ora la notizia di un ulteriore frana nel tratto più in basso di Via S. Antonio, nei pressi dell’incrocio con la provinciale Torretta-Crucoli, la quale a fronte di ciò è stata ridotta, per precauzione, ad una sola corsia (con transito alternato), mentre la stradina suddetta è stata completamente chiusa al transito.

In stato d’allarme anche le strutture religiose: il sagrato del Santuario di Manipuglia presenta pericolose lesioni e in alcune zone abbassamenti del pavimento; nell’ex chiesa di S.Elia (oggi ex Sala Don Bosco) è crollato il pavimento a causa delle grosse infiltrazioni che arrivano dal tetto anch’esso gravemente compromesso, mentre la Chiesa SS. Pietro e Paolo lamenta infiltrazioni dal tetto della navata principale con danni all’antica struttura di legno e quindi pericolo di crollo dello stesso. E’ comprensibile quindi la preoccupazione del Parroco, Don Giovanni Barbara, che nella mattinata di ieri (lunedì) si è unito all’appello del Sindaco Antonio Sicilia nel dichiarare lo stato di calamità naturale per il nostro comune.

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