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SEQUESTRATO IL TIRO AL PIATTELLO

 

7 settembre 2004

 

CRUCOLI – Non bastava la tormentosa esperienza delle estenuanti lungaggini burocratiche che a suo tempo rinviarono per mesi e mesi l’inizio dei lavori di costruzione della Scuola Media di Torretta (leggi nulla-osta paesaggistico per il quale le competenze rimbalzavano da un ente all’altro). Oggi un altro capitolo di burocratic soap si è aperto poche settimane dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione dell’impianto sportivo per il tiro a piattello di Crucoli, cui è seguita purtroppo l’apertura di un relativo fascicolo d’inchiesta presso la Procura della Repubblica di Crotone.

I fatti: l’opera voluta ed appaltata dalla precedente Amministrazione Comunale è stata finanziata attraverso un mutuo ottenuto dal Comune presso il Credito Sportivo del CONI (che ha quindi accolto con parere positivo l’eventuale elevazione a struttura abilitata a gare agonistiche di livello nazionale), per un importo complessivo di 149.285,55 euro, di cui 86.119,16 euro per le opere murarie la cui gara d’appalto è stata vinta, agli inizi del Maggio scorso, dall’Impresa Inerti Neto di Rocca di Neto, mentre il progetto è stato redatto dall’Ing. Nino Carone che è anche il Direttore dei Lavori.

Ebbene, il 13 giugno è la data di inizio ufficiale dei lavori (anche se poi si arriva ad inizio luglio per vedere effettivamente i primi mezzi e operai sul posto) che prevedono, tra l’altro, il raddoppio delle postazioni di gara ed altre migliorie varie, per importi che vanno dai 26.959,05 euro, per impianti di tiro al piattello, ai 2.579,84 euro per oneri di sicurezza, nonché 11.565,80 euro di IVA (10%) e 22.000,00 euro tra spese tecniche e sicurezza.  .

Tutto sembra procedere per il meglio e con evidente solerzia, visto che per i tempi di realizzazione si parla di “giorni 60 (sessanta) naturali e consecutivi decorrenti dalla data di consegna dei lavori”, tant’è che la stessa Enel provvede a spostare un traliccio di una delle sue linee di alta tensione che alimentano il centro urbano crucolese e che ricadeva proprio nella zona interessata dall’ampliamento dell’impianto.

Ma ecco che arriva la grossa tegola: il 18 agosto arriva sul posto una pattuglia del coordinamento provinciale crotonese del Corpo Forestale dello Stato, Nucleo di Polizia Ambientale e Forestale, e pone sotto sequestro tutta l’area dei lavori.

Manca (ironia della sorte) il relativo nulla osta paesaggistico (o certificato ambientale): è questa la motivazione che giunge alla Direzione dei lavori ed al Comune ed è anche l’inizio di una vicenda talmente intricata e controversa che a stento siamo riusciti anche noi a capirci qualcosa.

Intanto la questione “certificato”, che comunque sembra sia stato richiesto alla Provincia qualche giorno dopo l’inizio dei lavori: ebbene, secondo una vecchia normativa le competenze in materia di impatto ambientale erano demandate agli organismi di controllo regionali, ma nel ’99 proprio la Regione Calabria, attraverso una apposita legge delega, aveva trasferito il potere decisionale alle province, probabilmente ritenute più in grado di mantenere un capillare controllo del proprio territorio. La Provincia ha poi ulteriormente delegato ai comuni, quindi anche al nostro, la discrezionalità su alcune fasce di territorio, mantenendo per se le competenze in materia ambientale su altre fasce. Per quanto riguarda specificatamente la zona sulla quale sorge il tiro al piattello di Crucoli (nella foto), nei primi giorni di agosto l’ente crotonese aveva comunicato il proprio parere favorevole all’esecuzione dei lavori (anche se non si può parlare di un rilascio di nulla osta paesaggistico vero e proprio) ma evidentemente la cosa non ha convinto i militari della Forestale che, come già detto, mercoledì 18 si sono portati sul posto ed hanno messo i propri sigilli.

Ed anche qui la vicenda ha i suoi lati incomprensibili che noi abbiamo così recepito: intanto la notifica del sequestro, entro 48 ore,  alla Procura della Repubblica da parte del Corpo Forestale, quindi il passaggio del fascicolo al GIP che entro 10 giorni avrebbe dovuto convalidare o meno l’azione intrapresa dai militari. Passaggi dei quali non si sono avute notizie, anche se proprio in questi giorni sembrerebbe giunta la convalida da parte del magistrato incaricato delle indagini. 

Da parte sua l’attuale Sindaco Sicilia ha comunque subito dato mandato ad un legale per le azioni del caso, anche se dal Palazzo Comunale si ribadisce la responsabilità di eventuali omissioni e dimenticanze alla precedente Amministrazione, mentre l’Ing. Carone difende il proprio operato ribadendo comunque l’importanza e la valenza anche attrattiva, oltre che sportiva, di un impianto che sarà unico nella sua tipologia in tutta la provincia crotonese.

“Il vero problema – dice – è che ora i tempi di ripresa dei lavori slitteranno chissà di quanto ed all’impresa servirà poi almeno un mese per consegnare l’opera conclusa.”

 

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