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NOMADI A TORRETTA: CONCERTO INDIMENTICABILE

22 agosto 2005

 

I Nomadi

 
OTTIMA ORGANIZZAZIONE

 

TORRETTA – Un cielo stellato, una serata calda, un pubblico da grandi occasioni, una località che per la prima volta ospita alla stadio comunale un concerto di prestigio. Se poi ad esibirsi è una band che ha scritto la storia della musica italiana (dagli anni ’60 ad oggi), allora il piatto “servito” è proprio da leccarsi i baffi… pardon le orecchie… potremmo dire.

I Nomadi visti ed ascoltati sabato sera sono tutt’altro che un gruppo del passato. Loro, in ogni epoca in cui hanno suonato e suonano, per ogni generazione (e sono gia quasi quattro) che li ascolta, sono il gruppo musicale del presente, sono la storia quotidiana fatta musica, sono i sogni, le speranze, le lotte, il grido, di giovani e meno giovani che solo sotto il loro palco cantano insieme a squarciagola (come se stessero leggendo un immaginario leggio) le decine di canzoni che nessuna rivoluzione musicale e tecnologica potrebbe mai cancellare dai nostri ricordi.

Abbiamo visto accalcati sotto il grande palco, fin dall’imbrunire, centinaia di fans giunti a Torretta anche dalle province limitrofe: da quella cosentina (San Marco Argentano, Sal Lorenzo del Vallo, Trebisacce, Terranova da Sibari, oltre ovviamente a Cariati, Rossano, Mirto, Corigliano, eccetera), da quella catanzarese (Botricello, Sellia, Noverato, per citare alcune località), e naturalmente da tutto il territorio crotonese, nessun comune escluso.

E quando, attorno alle 22,00 i sei artisti hanno fatto ingresso dentro al campo, con il loro automezzo scortato, è partito il primo urlo di gioia dai circa tremila presenti, diventato poi un autentico boato un quarto d’ora dopo, quando, a luci spente, su palco sono saliti i loro beniamini al suono di “Corpo estraneo”, il brano che da il titolo al loro ultimo cd.

Beppe Carletti (tastiere), Daniele Campani (batteria), Cico Falzone (chitarra), Danilo Sacco (voce e chitarra), Massimo Vecchi (voce e basso), Sergio Reggioli (percussioni, violino e whistle) hanno offerto al pubblico il meglio (tra nuovo e vecchio) della loro lunghissima produzione artistica, anche se, onestamente, non sarebbe facile proporre una scaletta che racchiuda i successi di oltre quarant’anni di carriera.

Ecco dunque scorrere, tra applausi scroscianti e pubblico a tratti in visibilio, brani di recente incisione, dalla magica “Oriente” , alla dura “In piedi”, dalla struggente “Soldato” (tutti nell’ultimo album), passando per la dolce “L’angelo caduto”, “Io voglio vivere”, “Una storia da raccontare”, “Sangue al cuore”, “La vita che seduce”, “Amore che prendi amore che dai”, “I miei anni”, “Ti lascio una parola (goodbye)”, fino alle mitiche “Ho difeso il mio amore”, “Noi non ci saremo”, “Gordon”, “Il pilota di Hiroshima”, “Il fiore nero”, “L’uomo di Monaco”, “Dio è morto”, “Canzone per un’amica”, “Auschwitz”, e concludere poi, nel coro generale, con “Un pugno di sabbia” e “Io Vagabondo”.

Tantissima musica che per i tanti ultraquarantenni presenti significava ricordi di anni importanti e magici, come per i giovani è sinonimo di amicizia, voglia di riscatto, giustizia, difesa dei diritti civili.

Argomenti che il generosissimo Danilo ed il simpaticissimo Cico hanno più volte ribadito e ricondotto al loro essere “Nomadi” da sempre e per sempre.

Ed il pubblico, così come 40 anni fa, ha voluto e saputo ribadire a gran voce che è con loro, perché la musica di Beppe Carletti e soci non ha età, non ha confini, non ha barriere. Come i loro fans che ha fine concerto gridavano: per sempre Nomadi.

 

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