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Una mostra mercato dei prodotti della Sibaritide e del Tirreno cosentino che ha portato in Umbria l'enogastronomia della Calabria con l’intento di intrecciare sinergie culturali, di scambio e di crescita socio-economica ed alla cui conferenza stampa di presentazione erano presenti il Sindaco di Orvieto, Stefano Mocio, il Presidente della Banca Trasimeno Orvietano, Franco Tomassoni e il Presidente della Banca Due Mari di Calabria, Vincenzo Bloise. La manifestazione, patrocinata dalle Regioni Umbria e Calabria, dalle Provincia di Cosenza, Terni e Perugia e dal Comune di Orvieto, si colloca all’interno delle iniziative per il patto di gemellaggio sottoscritto tra le due banche nel 2004 e ad essa seguirà a primavera 2006 una analoga iniziativa in Calabria che vedrà coinvolti gli operatori economici dell’area Trasimeno-Orvietano. Alla mostra si aggiunge, oltre alle iniziative delle firme del gemellaggio e l’incontro con numerose aziende dei due territori, anche uno stage di un gruppo di studenti calabresi presso le filiali della Banca Trasimeno-Orvietano e la partecipazione comune alla XXVII conferenza annuale bancaria e finanziaria a Londra. Come le altre iniziative realizzate e quelle che sono in programma, la mostra ha avuto anche lo scopo di mettere in contatto operatori economici dei due territori per favorire scambi di esperienze e nuovi mercati reciproci. Tra i vari interventi alla cerimonia di presentazione, anche quello del presidente dell’Accademia italiana del peperoncino, Serafina (Nuccia) Carmagnola, che ha sottolineato come questa manifestazione possa portare in Umbria i valori della Calabria, far conoscere il legame fra il lavoro e la passione per il lavoro che molti imprenditori calabresi stanno facendo emergere. La mostra gastronomica di Orvieto, si legge nel comunicato stampa diffuso dal Comune umbro, ha avuto l’intento di far conoscere i valori della civiltà della Magna Grecia che sono ancora molto presenti in terra calabrese e costituisce la pietra miliare di un rapporto futuro che, attraverso l’enogastronomia che è poi il fulcro dell’economia di Umbria a Calabria, vuole mettere in evidenza i valori umani che hanno fatto il nostro Paese, i valori sani del lavoro e del rispetto della legalità nel quotidiano.
Nelle note di presentazione si sottolinea quindi la bontà della sardella di Crucoli, detta “caviale calabrese”, preparazione dal gusto deciso che unisce la neonata di sardine (il novellame più minuscolo) con il sale, peperoncino e aromi “selvatici”.
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