I tre parroci di Torretta
Don Giovanni Barbara
Don Antonio Salimbeni
Don Mario Caiazza |
TORRETTA – Non uno, ma addirittura tre. Da questa settimana, esattamente da giovedì 8 (data della cosiddetta “presa di possesso”) la nostra comunità religiosa si potrà avvalere della guida spirituale (nonché funzionale, naturalmente) di tre prelati, i cui nomi sono stati comunicati in questi giorni dalla Curia di Crotone ed accolti con un grande sospiro di sollievo dai fedeli, sia per la fine di un lungo periodo di sede vacante (da quando, cioè, è avvenuta la dolorosa scomparsa di Don Gennaro Cosentino, il 13 marzo scorso), sia per la conclusione (con pronostico “quasi” azzeccato”) di una sorta di toto – parroco sviluppatosi in questi quasi sei mesi tra la popolazione locale. I tre nomi indicati dall’Arcivescovo di Crotone, S.E. Mons. Andrea Mugione, sono ormai di casa qui da noi, per non dire locali, visto che in qualità di reggente titolare della Parrocchia Madre della Chiesa è stato designato Don Giovanni Barbara (già vice parroco con Don Gennaro), che rimane comunque alla guida anche della comunità crucolese e che sarà coadiuvato dal vice parroco, Don Antonio Salimbeni (crucolese di origini nonché attualmente Parroco di Umbriatico), e dal collaboratore Don Mario Caiazza, questi ultimi già da tempo presenti, a turno, per le funzioni religiose quotidiane e domenicali, oltre a Don Giovanni naturalmente. Le aspettative sono quindi di eguale entità all’attesa della nuova nomina: Torretta aveva ed ha bisogno di ripartire da una guida religiosa sicura, costante e di grande presa soprattutto sui giovani, così come era stato in passato Don Gennaro, le cui innumerevoli iniziative (spesso anche innovative per i tempi) a tutt’oggi rimangono nella memoria delle diverse generazioni che hanno beneficiato del suo lungo sacerdozio, essendo stato addirittura il primo parroco della nostra frazione dal lontano 1966. E lui ha lasciato una importante eredità ai suoi successori, a cominciare da un popolo di fedeli costantemente alla ricerca della parola di Cristo e della preghiera, per finire alla nuova, bella, moderna Chiesa, situata sulla stradina che porta al Campo Sportivo ed al Cimitero, per la quale, come scriveva Giuseppe Pipita su queste colonne nell’annunciare la sua scomparsa, “aveva sempre temporeggiato forse per capire se i tempi erano giusti, se Torretta avesse veramente bisogno di una chiesa nuova.”
Tornando al presente dunque, inizia ora una nuovo e si spera proficuo cammino tra fede e riflessione, tra preghiera e il ritrovarsi, di una comunità che attualmente ha bisogno soprattutto di intraprendere una strada lastricata di pace, di serenità, (e soprattutto) di unione vera tra due realtà (Crucoli e Torretta) sicuramente diversificate fra di loro, ma anche ceppo di una stessa radice profondissima, che è quella della nostra Calabria, della nostra terra, nella nostra tradizione, della nostra cultura. A Don Giovanni, Don Antonio, Don Mario un compito di grande interiorità religiosa e proprio per questo di immenso valore morale e civile. |
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