Indice

I MURALES DI TORRETTA CHIEDONO... AIUTO

8 novembre 2005

 

I murales di Torretta

TORRETTA – Che ne sarà dei murales di Torretta? E’ una domanda che ci siamo posti anche noi in questi giorni, trovandoci spesso a passare su quel tratto di lungomare sud dove campeggiano ancora (a distanza di un paio di anni o più) i quindici splendidi dipinti realizzati sul grande muro (il “muraglione” per i torrettani, nella foto) dirimpetto al mare e che oggi stanno visibilmente pagando l’usura del tempo e (perchè no) dell’abbandono.

Un’iniziativa che vide la luce nel giugno del 2002, quando l’allora assessore al Turismo Raffaele Marasco (foto a sinistra, componente della precedente amministrazione guidata da Giuseppe Forciniti) volle fare entrare Crucoli nella grande famiglia dell’Assipad (Associazione Italiana Paesi Dipinti) proprio attraverso la realizzazione, in loco, dei primi 9 murales, cui si aggiunsero, un anno dopo, gli altri sei, tutti per mano di grandi artisti di fama internazionale che, come scrivemmo allora, a questo tipo di arte hanno spesso e volentieri dedicato la loro vita, magari sacrificando altri affetti, altre passioni, i loro mondi, ma comunque felici di vivere la libertà di esprimere la magia dei loro paesaggi, la soavità delle loro figure, l’immortalità del loro vissuto artistico.

Grandi e vissuti personaggi che la gente di Torretta e di Crucoli poterono conoscere da vicino, incontrare mentre, sulle varie impalcature allestite, erano intenti a maneggiare colori, pastelli, pennelli ed altri attrezzi, scambiare con loro quattro chiacchiere nei pochi e brevi momenti di pausa, seduti lì sul muretto del lungomare mentre, con lo sguardo rivolto verso le loro nascenti creature, scrivevano con gli occhi le successive linee, i colori, i ritocchi finali.

Ricordiamo, come fosse ora, il nostro incontro con quei gentili geni dell’arte murale: da timido artista locale, Pino Spina, alla sorridente ed unica pittrice, Eugenia Serafini, romana di Tolfa (Roma) ma calabrese d’adozione (è Docente all’Università cosentina di Arcavacata), dalla simpatica compostezza di Rosario Mazzella e Antonio Giannino (napoletani veraci), al siciliano Salvo Caramagno (Catania), profondamente legato (a grande ragione) alla sua isola che per il mare ha dato e sacrificato tantissimo. Passando poi per il grande Franco Mora (da Viadana, Mantova, ma nativo di Guastella, Reggio Emilia), il re incontrastato nel mondo naif contemporaneo (non per niente soprannominato “il vigile naif”), giunto appositamente dalla lontana provincia lombarda, o attraverso la simpatia di Ferdinando Ambrosino (Bacoli, Napoli), l’artista delle icone, fino all’eclettico Aldo Zanetti da Pozzuoli (NA), subito soprannominato (per mera somiglianza fisica), il “Bin Laden” con i pennelli al posto delle armi; e come non ricordare la misticità e la grandezza di pensiero espressa dal nostro concittadino, Antonio Cersosimo, che in una sola giornata immortalò le sue “Bagnanti senza volto”, senza trascurare la cordiale riservatezza di un altro siciliano, Giuseppe Massimino, da Gravina di Catania (CT), o la simpatica loquacità partenopea di Federico Verdile e Mario Rauso (entrambi beneventani), nonché la profondità stilistica (di chiara scuola “cersosimana”) del giovane torrettano, Mario Fontana (foto sotto).

Ricordi che il tempo non potrà facilmente cancellare, anche per i tantissimi visitatori che da allora, soprattutto nella stagione estiva, sono passati dal nostro lungomare magari appositamente per ammirare quelle grandi opere pittoriche che purtroppo, come dicevamo, proprio l’usura del tempo rischia di cancellare definitivamente.

Ci siamo interessati proprio a questa problematica rivolgendoci ai diretti interessati, ai rappresentanti istituzionali locali, primo fra tutti il sindaco Antonio Sicilia che in effetti ha prospettato l’ipotesi di una totale rivalutazione, di tipo turistico – commerciale della zona “muraglione”:  “Abbiamo già in cantiere un progetto preliminare – confida il primo cittadino - che prevede la realizzazione, al posto del grande muro, di numerosi box da concedere ad attività commerciali o iniziative che diffondano l’artigianato ed i prodotti locali, mentre nella parte sovrastante una grande terrazza slanciata verso il mare. Questo ovviamente non significa cancellare di scatto l’idea dei Paesi Dipinti, per cui una qualche decisione in proposito potrebbe essere esposta direttamente dall’Assessorato al Turismo.”

Ed infatti è proprio da Egidio Romano, cui la delega di Giunta è affidata, che riceviamo notizie abbastanza rassicuranti: “Sicuramente i dipinti sul lungomare necessitano dello strato protettivo previsto per queste grandi opere pittoriche, un intervento che dovevamo effettuare già quest’anno ma rinviato per il solito, amaro, motivo, la mancanza di fondi. Ora, alla luce della progettazione cui faceva riferimento il Sindaco, ho da tempo attivato le necessarie richieste di finanziamento per fare qualcosa di più sostanzioso: tagliare e spostare tutti i dipinti in luoghi riparati e definitivi.

Un’idea che, ovviamente, ci ha subito sorpreso per le proporzioni del lavoro che richiede, ma l’Assessore Romano ci rassicura: “In proposito sono già a conoscenza di studi effettuati che la rendono perfettamente attuabile, attraverso un taglio preciso del dipinto da sovrapporre poi su un apposito pannello in cementite.”

Quanto alla successiva sistemazione Romano ha diverse ipotesi, quale ad esempio “quella di sovrapporli alle pareti degli Internet Point che sono in fase di realizzazione nel nostro comune.

Speriamo presto, suggeriamo, perché come si sa il tempo è… usuraio!

 

torna a inizio pagina