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7 luglio 2005 |
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L'Assessore al Turismo e spettacolo, Egidio Romano |
TORRETTA – Singolare forma di “ammutinamento” da parte dei commercianti ambulanti che mercoledì mattina, tradizionale giorno di mercato quindicinale nella nostra località, hanno posizionato i loro mezzi sul Lungomare Kennedy, senza esporre le proprie merci, ed hanno inscenato una accesa protesta nei confronti della recente ordinanza, emessa a firma dell’Assessorato al Turismo e Commercio, con la quale l’Amministrazione comunale ha disposto l’allocazione del mercato ambulante, nei soli due mesi di luglio ed agosto, nella zona Pianagrande, sul tratto di strada adiacente alla ferrovia che inizia in direzione della nuova Scuola Media torrettana. Non ci stanno proprio, quindi, gli operatori ambulanti a lasciare, seppure solo per quattro date in programma (la cadenza infatti è di due mercati al mese), le abituali ed ormai trentennali postazioni lungo tutto il lungomare e che da poco tempo il Comune aveva ridisegnato solo da un lato della strada per consentire un più comodo deflusso delle persone durante la mattinata di mercato. “Ci hanno fatto spostare da qui perché dicono che lasciamo sporco” – gridano i commercianti in questione, secondo i quali basterebbe che gli organi amministrativi fornissero puntualmente le buste per la raccolta dei rifiuti (carte, scatoloni e materiale del genere) che vengono fuori inevitabilmente dopo ogni mercato: “Saremmo i primi a lasciare pulite ed ordinate le postazioni assegnateci, ed i trasgressori sarebbero anche facilmente individuabili.” Ma per alcuni è anche solo una scusa quella della spazzatura lasciata sul campo: “La verità è che ci considerano disturbatori in ogni caso – aggiunge qualcun altro - e ci vogliono emarginare come operatori di serie B.” Quanto alla protesta in questione, dicono: “Per dieci mesi di mercati, qui a Torretta, il più delle volte recuperiamo a malapena le spese per il carburante dei nostri mezzi, ed ora che potremmo avere il giusto ritorno al nostro lavoro ci vogliono ghettizzare in una zona periferica e scomoda anche per la clientela.” Insomma non è proprio gradita questa benedetta ordinanza comunale, anche se, a nostro parere, gli interessati avrebbero potuto discutere prima la questione con gli amministratori, visto che è stata loro notificata in occasione dell’ultimo mercato di quindici giorni prima. Discordanti però, sull’opportunità o meno dello spostamento delle bancarelle, i pareri dei commercianti locali, che comunque evitano di entrare ufficialmente nella querelle: c’è chi è concorde con gli ambulanti a lasciare lo svolgimento del mercato sul lungomare, altri, al contrario, d’accordo allo spostamento nella Pianagrande. Questioni di opportunismo, diciamocelo.
Proprio il primo cittadino, da noi interpellato nella tarda mattinata, ci ha aggiornato sull’incontro in oggetto: “Ho ascoltato con attenzione le lamentele espresse dalla rappresentanza dei commercianti, così come ho pure specificato loro che la nostra decisione è stata adottata per una questione di viabilità e di traffico che durante l’estate raggiunge livelli molto alti, per cui abbiamo ritenuto utile temere sempre libera la sede viaria del lungomare.”
Una nota finale a proposito di Confartigianato, Comune, Commercianti: domenica mattina un analogo episodio, seppure molto limitato e ridimensionato nella protesta, aveva interessato gli operatori commerciali di Torretta che, adottando normative vigenti negli anni scorsi in merito alla regolamentazione degli orari di apertura dei negozi durante la stagione estiva avevano quasi tutti alzato le serrande nella mattinata di domenica. Altro inghippo: l’ordinanza che regolamenta tali orari per tutto l’anno in corso, emessa in data 28 gennaio 2005 a firma dell’Assessore alle attività produttive, Egidio Romano, determinava, nel periodo 1 luglio – 31 agosto l’apertura antimeridiana domenicale facoltativa solo per il settore alimentare. La Polizia Municipale è dovuta quindi intervenire per il rispetto di tale disposizione, nonostante le iniziali proteste degli esercenti (non alimentari) che avevano aperto le loro attività, i quali si sono dovuti ricredere proprio leggendo con attenzione il documento loro notificato a suo tempo. Ci chiediamo: non era il caso di leggere per tempo e discuterne con comodità, nelle sedi opportune, come invece si dovrà (volendo) fare adesso che l’estate è già iniziata (molto timidamente)? |
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