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CRUCOLI – Con un ribasso del 22,113% sull’importo a base d’asta (euro 530.253,93 + euro 5.400,00 per oneri di sicurezza) l’Impresa Bruno Serafino di Cariati si è aggiudicata la gara d’appalto indetta dal Comune di Crucoli per il completamento del palazzetto dello sport di Torretta, ad un importo di 408.792,98 euro oltre oneri di sicurezza.
E’ giunta quindi al capolinea, così come avevamo annunciato nel giugno scorso, all’epoca della pubblicazione del bando di gara d’appalto, ) una tormentata ed intricata vicenda iniziata nel lontano 1988 e che ha quindi coinvolto fino ad oggi ben cinque legislature del nostro Comune: l’Amministrazione di allora, la seconda Murano (1985-1990) diede incarico ad un tecnico di Cariati per la progettazione di un palazzetto dello sport a Torretta; nell’’88 il tecnico presenta la sua ipotesi di una struttura sportiva polifunzionale, utilizzabile per la pallacanestro e la pallavolo, dotata di gradinate e spogliatoi posti sotto le stesse, con la possibilità di allestire anche spettacolo teatrali e manifestazioni pubbliche. Il tutto per un importo complessivo di un miliardo di lire. L’anno dopo il CONI accoglie la richiesta di finanziamento e nel ’90 iniziano i lavori, assegnati dopo una apposita gara d’appalto all’impresa Cosentino di Lamezia Terme, la quale, nel giro di poco tempo affida la direzione dei lavori ad un tecnico di Cirò Marina ed i lavori ad una ditta della stessa cittadina il cui titolare era il padre del tecnico stesso. Questa impresa subappaltante realizza una prima fase dei lavori previsti, e cioè la struttura in cemento armato e parte delle gradinate, mentre nel ’92 iniziano i primi rallentamenti, sia per alcune variazioni sul progetto, anche nell’utilizzo di determinati materiali, sia perché nel frattempo la cifra spesa ammontava a circa 650 milioni e già diventava evidente che con il finanziamento non si sarebbe giunti all’ultimazione di quanto progettato. Nel 1995 l’amministrazione comunale passa ad una maggioranza di centro destra (che durerà fino al 2004) e intanto i lavori si fermano definitivamente, anche perché inizia un contenzioso tra il Comune e l’impresa lametina. Comunque nel ’98 viene affidato l’incarico per un nuovo progetto di adeguamento ai tre tecnici torrettani, progetto che viene riformulato tenendo conto delle nuove norme di sicurezza per strutture sportive, della bonifica della zona antistante con canaloni per il deflusso dell’acqua piovana, nonché delle vigenti indicazioni in materia di barriere architettoniche. Oggi, anzi nelle prossime settimane, operai e macchinari torneranno a lavorare su quella che per tanti anni è rimasta nel lungo elenco di tristi ed inutili cattedrali nel deserto della nostra regione.
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