CRUCOLI – Convocato d'urgenza ed in
seduta straordinaria aperta, il Consiglio Comunale
sabato sera ha chiamato a raccolta tutta la società civile, politica e
culturale crucolese per esprime l'indignazione totale della nostra comunità
davanti ad un episodio grave ed offensivo come quello del furto dei
bambinelli e di altre statuette ed oggetti sacri perpetrato nella Chiesa del
capoluogo collinare tra sabato 2 e domenica 3 settembre, ma anche per
dimostrare di essere unanimemente vicina al parroco, Don Giovanni, ed ai
devoti della Madonna di Manipuglia che vanno ben oltre i normali confini
territoriali.
Al
tavolo della Sala Consiliare (foto a lato) stavolta, quindi,
sedevano oltre che amministratori, tra cui il Sindaco Sicilia, il vice
sindaco Vulcano, gli assessori Mancini, Barberio e Mingrone, il Segretario
Comunale, dott. Ciccopiedi, anche esponenti del mondo politico ed autorità,
come il Consigliere Provinciale Donato Greco, il Comandante della stazione
dei Carabinieri di Torretta, Maresciallo Cordesco, il Comandante della
Polizia Municipale, Giuseppe Madeo, rappresentanti di associazioni del
territorio chiamate anche esse ad esprimere il proprio sentimento in merito
ad un oltraggio così spregiudicato.
Ad
aprire i lavori, ovviamente, il primo cittadino
che ha motivato le diverse ragioni che hanno indetto l'Amministrazione
Comunale a convocare una seduta straordinaria ed urgente, aperta a tutti:
“Intanto perché quello avvenuto è un fatto eccezionalmente grave – ha
esordito – e mai accaduto nella nostra comunità, e poi per dare un contesto
documentale e quindi storico a questa vicenda. Ma è importante anche
manifestare, proprio nella più alta ed autorevole sede istituzionale e
civile, lo sdegno verso un furto sacrilego di questa portata che ha spinto
nello sconforto e nella sofferenza i crucolesi residenti e quelli che sono
lontani, i tanti devoti che ogni anno giungono a Crucoli in occasione della
festa di Manipuglia.”
Per il
sindaco insomma si è aperta una ferita talmente profonda nell'animo della
nostra comunità che solo il ritrovamento, il recupero di quanto asportato
nella Chiesa potrebbe sanare ma certo non far scomparire una cicatrice
difficile da rimarginare.
“Credo che
tutti dobbiamo riporre fiducia nel Nucleo investigativo per la tutela dei
beni culturali, dei Carabinieri di Cosenza, guidato dal Comandante
Giovinazzo, - ha aggiunto Sicilia - il quale ha chiaramente dichiarato che
tutta una serie di furti analoghi, perpetrati in Calabria, portano ad
un'unica pista, quella siciliana, che gli investigatori seguono con
attenzione.”
Allo stesso
tempo il Sindaco ha fatto appello alla solidarietà, alla vicinanza, alla
disponibilità di tutti verso Don Giovanni Barbara: “In lui vediamo una
profonda sofferenza in questi giorni. Egli che, dall'alto del suo magistero,
è capace di orientarci, di darci sempre forza e sostegno, con le parole e le
azioni giuste. Sono certo che recupererà in fretta la serenità che in lui
abbiamo sempre visto ed ammirata.”
E
proprio dal parroco crucolese,
visibilmente ancora scosso e provato dalla vicenda, dopo aver informato i
presenti sulle tantissime telefonate di solidarietà ricevute da autorità ed
istituzioni (non ultima quella dell'ex Arcivescovo di Crotone, Mons. Andrea
Mugione), sono giunte le parole e gli incoraggiamenti che tutti vorremmo
mettere costantemente in atto, ma che spesso ipocrisia, egoismo,
personalismo e campanilismo (inteso non solo come sociale) ci impediscono:
“In questo momento triste e nero della storia crucolese dobbiamo essere più
che mai uniti e stretti intorno alla nostra fede verso la Madonna di
Manipuglia. Dobbiamo andare avanti e contemporaneamente aiutarci l'un
l'altro a farlo, per continuare a crescere, a migliorare, a scrivere pagine
positive e belle per la nostra comunità religiosa.”
Negli
interventi successivi, ovviamente, il sentimento predominante espresso è
quello della solidarietà e della vicinanza al parroco ed ai fedeli, ma anche
“la rabbia – come ha detto l'Assessore alla Cultura, Giuseppe Barberio – di
essere stati beffati probabilmente per puro movente economico, magari per
infoltire una collezione privata.”
Barberio,
come aveva già ipotizzato nell'immediatezza del furto, non abbandona
l'ipotesi del sacrilegio messo in atto da seguaci di qualche setta
sconosciuta nel nostro territorio o per celebrare messe nere, così come
ribadisce che se c'è la mano locale “è sicuramente quella di un folle.”
Infine ha
assicurato, da crucolese e da fedele, che “se non sarà ritrovato,
sicuramente faremo una adeguata sostituzione del bambinello e delle altre
statuette rubate, magari ancora più belle e preziose, anche se la ferita
rimarrà incurabile. Così come saremo disposti, in extremis, a cedere alla
richiesta ancor più folle di una ragionevole cifra da parte dei ladri.”
A
seguire hanno poi preso la parola, per manifestare unanimi sentimenti, il
vice sindaco Domenico Vulcano (“un atto inqualificabile nel quale spero non
ci sia la mano di un crucolese”), che ha anche chiesto al Consiglio Comunale
un atto ufficiale di riconoscimento della Madonna di Manipuglia come Patrona
di Crucoli, l'Assessore Leonardo Mingrone
(foto a sinistra, “gesto sconsiderato che indigna tutti”), per
il quale si è raggiunto l'assurdo che il profanare una Chiesa non fa ormai
più paura, il Consigliere Provinciale torrettano, Donato Greco, che ha
portato il saluto e la solidarietà piena della Provincia di Crotone verso il
parroco e la comunità crucolese. “Il mio augurio – ha aggiunto – è che tutto
venga riconsegnato alla Chiesa, ma se ciò non avvenisse dobbiamo andare
avanti con fiducia e l'Amministrazione provinciale è disposta ad
intraprendere qualsiasi strada per risolvere il problema.” Per Greco
bisognava anche fare in modo che l'episodio venisse riportato dalle testate
giornalistiche nazionali, “per fare terra bruciata attorno ai ladri.”
L'Assessore
comunale Giuseppe Mancini, nel ribadire solidarietà alla Chiesa crucolese e
fiducia nelle forze dell'ordine, si è unito all'appello di Barberio affinchè
eventualmente i ladri quantificassero una sorta di “riscatto” per le
statuette rubate.
Tra
gli altri interventi abbiamo registrato solo (purtroppo) quello del
presidente del Circolo Mediterraneo, Ida Capalbo
(nella foto), che ha assicurato la disponibilità
della sua associazione a qualsiasi forma di iniziativa comune, e della
presidente delle Donne di Crucoli, Filomena De Biase, con analoga volontà
delle sue associate, mentre nessuna parola è stata aggiunta dalle altre
rappresentanze presenti.
Le uniche
parole della serata le abbiamo lette invece su un manifesto affisso poco
dopo per le mura dei due centri abitati, a firma dell'opposizione
consigliare. Ma questi sono altri argomenti sui quali abbiamo già da tempo
deciso di abbassare le luci.
D'altronde,
in apertura, si parlava di unione e di solidarietà comune...