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CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO PER IL FURTO IN CHIESA

11 settembre 2006

CRUCOLI – Convocato d'urgenza ed in seduta straordinaria aperta, il Consiglio Comunale sabato sera ha chiamato a raccolta tutta la società civile, politica e culturale crucolese per esprime l'indignazione totale della nostra comunità davanti ad un episodio grave ed offensivo come quello del furto dei bambinelli e di altre statuette ed oggetti sacri perpetrato nella Chiesa del capoluogo collinare tra sabato 2 e domenica 3 settembre, ma anche per dimostrare di essere unanimemente vicina al parroco, Don Giovanni, ed ai devoti della Madonna di Manipuglia che vanno ben oltre i normali confini territoriali.

Al tavolo della Sala Consiliare (foto a lato) stavolta, quindi, sedevano oltre che amministratori, tra cui il Sindaco Sicilia, il vice sindaco Vulcano, gli assessori Mancini, Barberio e Mingrone, il Segretario Comunale, dott. Ciccopiedi, anche esponenti del mondo politico ed autorità, come il Consigliere Provinciale Donato Greco, il Comandante della stazione dei Carabinieri di Torretta, Maresciallo Cordesco,  il Comandante della Polizia Municipale, Giuseppe Madeo, rappresentanti di associazioni del territorio chiamate anche esse ad esprimere il proprio sentimento in merito ad un oltraggio così spregiudicato.

Ad aprire i lavori, ovviamente, il primo cittadino che ha motivato le diverse ragioni che hanno indetto l'Amministrazione Comunale a convocare una seduta straordinaria ed urgente, aperta a tutti: “Intanto perché quello avvenuto è un fatto eccezionalmente grave – ha esordito – e mai accaduto nella nostra comunità, e poi per dare un contesto documentale e quindi storico a questa vicenda. Ma è importante anche manifestare, proprio nella più alta ed autorevole sede istituzionale e civile, lo sdegno verso un furto sacrilego di questa portata che ha spinto nello sconforto e nella sofferenza i crucolesi residenti e quelli che sono lontani, i tanti devoti che ogni anno giungono a Crucoli in occasione della festa di Manipuglia.”

Per il sindaco insomma si è aperta una ferita talmente profonda nell'animo della nostra comunità che solo il ritrovamento, il recupero di quanto asportato nella Chiesa potrebbe sanare ma certo non far scomparire una cicatrice difficile da rimarginare.

“Credo che tutti dobbiamo riporre fiducia nel Nucleo investigativo per la tutela dei beni culturali, dei Carabinieri di Cosenza, guidato dal Comandante Giovinazzo, - ha aggiunto Sicilia - il quale ha chiaramente dichiarato che tutta una serie di furti analoghi, perpetrati in Calabria, portano ad un'unica pista, quella siciliana, che gli investigatori seguono con attenzione.”

Allo stesso tempo il Sindaco ha fatto appello alla solidarietà, alla vicinanza, alla disponibilità di tutti verso Don Giovanni Barbara: “In lui vediamo una profonda sofferenza in questi giorni. Egli che, dall'alto del suo magistero, è capace di orientarci, di darci sempre forza e sostegno, con le parole e le azioni giuste. Sono certo che recupererà in fretta la serenità che in lui abbiamo sempre visto ed ammirata.”

E proprio dal parroco crucolese, visibilmente ancora scosso e provato dalla vicenda, dopo aver informato i presenti sulle tantissime telefonate di solidarietà ricevute da autorità ed istituzioni (non ultima quella dell'ex Arcivescovo di Crotone, Mons. Andrea Mugione), sono giunte le parole e gli incoraggiamenti che tutti vorremmo mettere costantemente in atto, ma che spesso ipocrisia, egoismo, personalismo e campanilismo (inteso non solo come sociale) ci impediscono: “In questo momento triste e nero della storia crucolese dobbiamo essere più che mai uniti e stretti intorno alla nostra fede verso la Madonna di Manipuglia. Dobbiamo andare avanti e contemporaneamente aiutarci l'un l'altro a farlo, per continuare a crescere, a migliorare, a scrivere pagine positive e belle per la nostra comunità religiosa.”

Negli interventi successivi, ovviamente, il sentimento predominante espresso è quello della solidarietà e della vicinanza al parroco ed ai fedeli, ma anche “la rabbia – come ha detto l'Assessore alla Cultura, Giuseppe Barberio – di essere stati beffati probabilmente per puro movente economico, magari per infoltire una collezione privata.”

Barberio, come aveva già ipotizzato nell'immediatezza del furto, non abbandona l'ipotesi del sacrilegio messo in atto da seguaci di qualche setta sconosciuta nel nostro territorio o per celebrare messe nere, così come ribadisce che se c'è la mano locale “è sicuramente quella di un folle.”

Infine ha assicurato, da crucolese e da fedele, che “se non sarà ritrovato, sicuramente faremo una adeguata sostituzione del bambinello e delle altre statuette rubate, magari ancora più belle e preziose, anche se la ferita rimarrà incurabile. Così come saremo disposti, in extremis, a cedere alla richiesta ancor più folle di una ragionevole cifra da parte dei ladri.”

A seguire hanno poi preso la parola, per manifestare unanimi sentimenti, il vice sindaco Domenico Vulcano (“un atto inqualificabile nel quale spero non ci sia la mano di un crucolese”), che ha anche chiesto al Consiglio Comunale un atto ufficiale di riconoscimento della Madonna di Manipuglia come Patrona di Crucoli, l'Assessore Leonardo Mingrone (foto a sinistra, “gesto sconsiderato che indigna tutti”), per il quale si è raggiunto l'assurdo che il profanare una Chiesa non fa ormai più paura, il Consigliere Provinciale torrettano, Donato Greco, che ha portato il saluto e la solidarietà piena della Provincia di Crotone verso il parroco e la comunità crucolese. “Il mio augurio – ha aggiunto – è che tutto venga riconsegnato alla Chiesa, ma se ciò non avvenisse dobbiamo andare avanti con fiducia e l'Amministrazione provinciale è disposta ad intraprendere qualsiasi strada per risolvere il problema.” Per Greco bisognava anche fare in modo che l'episodio venisse riportato dalle testate giornalistiche nazionali, “per fare terra bruciata attorno ai ladri.”

L'Assessore comunale Giuseppe Mancini, nel ribadire solidarietà alla Chiesa crucolese e fiducia nelle forze dell'ordine, si è unito all'appello di Barberio affinchè eventualmente i ladri quantificassero una sorta di “riscatto” per le statuette rubate.

Tra gli altri interventi abbiamo registrato solo (purtroppo) quello del presidente del Circolo Mediterraneo, Ida Capalbo (nella foto), che ha assicurato la disponibilità della sua associazione a qualsiasi forma di iniziativa comune, e della presidente delle Donne di Crucoli, Filomena De Biase, con analoga volontà delle sue associate, mentre nessuna parola è stata aggiunta dalle altre rappresentanze presenti.

Le uniche parole della serata le abbiamo lette invece su un manifesto affisso poco dopo per le mura dei due centri abitati, a firma dell'opposizione consigliare. Ma questi sono altri argomenti sui quali abbiamo già da tempo deciso di abbassare le luci.

D'altronde, in apertura, si parlava di unione e di solidarietà comune...

 

 

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