CRUCOLI – Anche a Crucoli, come
nell’intero crotonese, vince nettamente il centro sinistra alle recenti
Politiche del 9 e 10 aprile, ed in particolare, per quanto riguarda
l’elezione del Senato, l’Unione ottiene 964 voti, il 61,9 per cento, la Casa
delle Libertà 563 (36,1%); alla lista Per il Sud sono poi andate 28
preferenze e 2 all’Italia Moderata. Quasi identico il responso per la Camera
con 1084 voti al centrosinistra (il 60,4%), 676 (37,7%) al centrodestra e 34
a Per il Sud, che tra l’altro candidava il crucolese Aldo Palopoli a
capolista.
Più
nello specifico, i Democratici di Sinistra sono di nuovo il primo partito
nel nostro comune (riferendoci per ora ai numeri ottenuti al Senato), e con
401 voti superano il 25%, come dire che un crucolese su quattro ha votato
per la Quercia; rispetto alle Regionali un piccolo incremento vicino a un
punto percentuale (erano 361 voti nel 2005) e di oltre 7 nei confronti delle
Provinciali 2004 (351 voti con un candidato torrettano, Giovanni Pipita).
Quasi
uguale ad un anno fa il risultato di Rifondazione Comunista (131 su 145),
anche se, nonostante la candidatura di Leonardo Mingrone, in termini
percentuali scende dal 10 all’8,4, ma ben al di sopra del 4,2% del 2004 (85
voti), quando Mingrone era candidato al Consiglio Provinciale.
Chi
invece deve incassare un sensibile calo di voti è lo SDI, presentatosi nella
lista della Rosa nel Pugno (con i Radicali), passati dai 453 (22,2%) del
2004 (Donato Greco candidato e risultato poi eletto alla Provincia,
subentrato all’Assessore Poerio), ai 199 (13,8%) dell’anno scorso, ai 28
(1,8%) di oggi.
In
netta discesa anche l’Udeur che ha raccolto 86 voti (5,6%), nonostante la
riconferma a candidato del Senatore Nicodemo Filippelli: il partito del
campanile l’anno scorso raggiunse quota 118 voti (8,2%), più del doppio
rispetto ad un anno prima, 50 (2,46%) alle Provinciali.
La
Margherita passa dai 193 dell’anno scorso ai 172 di oggi (dal 13,3 all’11
per cento), così come i Comunisti Italiani, che, insieme ai Verdi nella
lista Con L’Unione, hanno ricevuto 43 voti (2,8%): erano 77 nel 2005
(Progetto Calabrie) e 67 nel 2004. Un cospicuo numero di consensi hanno
quindi raccolto altre liste minori, soprattutto quella dei Consumatori con
54 voti (3,47%), oltre ai 17 dei Socialisti ed i 26 di Di Pietro (erano 3
nel 2004!).
Sull’altro
fronte da rilevare la e sorprendente (qui da noi) crescita di Forza Italia
che, seppur senza coordinamento e punti di riferimento in loco, ha ottenuto
244 voti (15,7%) ed è il secondo partito del nostro comune: e dire che
partiva dai 42 del 2004 ed i 47 di un anno fa!
Alleanza
Nazionale ha ricevuto 133 voti (8,6%), dai 140 del 2005 e dai 443 delle
Provinciali quanto era candidato l’ex sindaco Giuseppe Forciniti, l’UDC sale
dai 103 voti alle Regionali ai 148 di oggi (9,51%), senza contare che due
anni fa era a quota 35 (1,8%). Guadagna consensi (in piccolo) anche
Alternativa Sociale, 21 voti dai 5 del 2005, ma crolla il Nuovo PSI, passato
dai 199 del 2004 (candidata la crucolese Rosa Alba Lamanna alla Provincia)
ai 7 del 2006 (0,45%).
Alla
Camera i risultati hanno più o meno rispecchiato il quadro appena descritto:
L’Ulivo (DS e Margherita) ha conquistato 704 voti (39,2%), salendo quindi
dai 560 del 2005 e dai 546 del 2004 ottenuti sommando i voti dei due
partiti; anche qui calano l’Udeur, 78 voti e i Comunisti Italiani, 36,
mentre crolla lo SDI (Rosa nel Pugno) a 42 voti e cala di poco Rifondazione,
134 (7,4%). Nel centrodestra, rispetto ad un anno fa, salgono, in
percentuale, Alternativa Sociale (dallo 0,35 all’1,11), UDC (dal 7,13 al
9,75) e, ovviamente, Forza Italia (dal 3,25 al 17,2%) che ottiene 309 voti,
un incremento di quasi sette volte rispetto al 2004 e 2005.
Per quanto
riguarda il complessivo dei votanti, infine, dei 2664 aventi diritto al voto
per la Camera, hanno votato 1865 elettori (il 70%), dei quali 939 maschi e
926 femmine; al Senato, dove come si sa votano gli elettori che hanno
compiuto il 25° anno di età, su 2343 si sono recati alle urna in 1635
(69,8%), anche qui quasi equamente divisi tra maschi (832) e femmine (803).
43 le schede bianche (2,3%) e 28 le nulle (1,5%) alla Camera, 50 bianche
(3%) e 28 nulle (1,7%) al Senato.