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POLITICHE 2006:

DS PRIMO PARTITO - FI CRESCE

13 aprile 2006

 

 

   

CRUCOLI – Anche a Crucoli, come nell’intero crotonese, vince nettamente il centro sinistra alle recenti Politiche del 9 e 10 aprile, ed in particolare, per quanto riguarda l’elezione del Senato, l’Unione ottiene 964 voti, il 61,9 per cento, la Casa delle Libertà 563 (36,1%); alla lista Per il Sud sono poi andate 28 preferenze e 2 all’Italia Moderata. Quasi identico il responso per la Camera con 1084 voti al centrosinistra (il 60,4%), 676 (37,7%) al centrodestra e 34 a Per il Sud, che tra l’altro candidava il crucolese Aldo Palopoli a capolista.

Più nello specifico, i Democratici di Sinistra sono di nuovo il primo partito nel nostro comune (riferendoci per ora ai numeri ottenuti al Senato), e con 401 voti superano il 25%, come dire che un crucolese su quattro ha votato per la Quercia; rispetto alle Regionali un piccolo incremento vicino a un punto percentuale (erano 361 voti nel 2005) e di oltre 7 nei confronti delle Provinciali 2004 (351 voti con un candidato torrettano, Giovanni Pipita).

Quasi uguale ad un anno fa il risultato di Rifondazione Comunista (131 su 145), anche se, nonostante la candidatura di Leonardo Mingrone, in termini percentuali scende dal 10 all’8,4, ma ben al di sopra del 4,2% del 2004 (85 voti), quando Mingrone era candidato al Consiglio Provinciale.

Chi invece deve incassare un sensibile calo di voti è lo SDI, presentatosi nella lista della Rosa nel Pugno (con i Radicali), passati dai 453 (22,2%) del 2004 (Donato Greco candidato e risultato poi eletto alla Provincia, subentrato all’Assessore Poerio), ai 199 (13,8%) dell’anno scorso, ai 28 (1,8%) di oggi.

In netta discesa anche l’Udeur che ha raccolto 86 voti (5,6%), nonostante la riconferma a candidato del Senatore Nicodemo Filippelli: il partito del campanile l’anno scorso raggiunse quota 118 voti (8,2%), più del doppio rispetto ad un anno prima, 50 (2,46%) alle Provinciali.

La Margherita passa dai 193 dell’anno scorso ai 172 di oggi  (dal 13,3 all’11 per cento), così come i Comunisti Italiani, che, insieme ai Verdi nella lista Con L’Unione, hanno ricevuto 43 voti (2,8%): erano 77 nel 2005 (Progetto Calabrie) e 67 nel 2004. Un cospicuo numero di consensi hanno quindi raccolto altre liste minori, soprattutto quella dei Consumatori con 54 voti (3,47%), oltre ai 17 dei Socialisti ed i 26 di Di Pietro (erano 3 nel 2004!).

Sull’altro fronte da rilevare la e sorprendente (qui da noi) crescita di Forza Italia che, seppur senza coordinamento e punti di riferimento in loco, ha ottenuto 244 voti (15,7%) ed è il secondo partito del nostro comune: e dire che partiva dai 42 del 2004 ed i 47 di un anno fa!

Alleanza Nazionale ha ricevuto 133 voti (8,6%), dai 140 del 2005 e dai 443 delle Provinciali quanto era candidato l’ex sindaco Giuseppe Forciniti, l’UDC sale dai 103 voti alle Regionali ai 148 di oggi (9,51%), senza contare che due anni fa era a quota 35 (1,8%). Guadagna consensi (in piccolo) anche Alternativa Sociale, 21 voti dai 5 del 2005, ma crolla il Nuovo PSI, passato dai 199 del 2004 (candidata la crucolese Rosa Alba Lamanna alla Provincia) ai 7 del 2006 (0,45%).

Alla Camera i risultati hanno più o meno rispecchiato il quadro appena descritto: L’Ulivo (DS e Margherita) ha conquistato 704 voti (39,2%), salendo quindi dai 560 del 2005 e dai 546 del 2004 ottenuti sommando i voti dei due partiti; anche qui calano l’Udeur, 78 voti e i Comunisti Italiani, 36, mentre crolla lo SDI (Rosa nel Pugno) a 42 voti e cala di poco Rifondazione, 134 (7,4%). Nel centrodestra, rispetto ad un anno fa, salgono, in percentuale, Alternativa Sociale (dallo 0,35 all’1,11), UDC (dal 7,13 al 9,75) e, ovviamente, Forza Italia (dal 3,25 al 17,2%) che ottiene 309 voti, un incremento di quasi sette volte rispetto al 2004 e 2005.

Per quanto riguarda il complessivo dei votanti, infine, dei 2664 aventi diritto al voto per la Camera, hanno votato 1865 elettori (il 70%), dei quali 939 maschi e 926 femmine; al Senato, dove come si sa votano gli elettori che hanno compiuto il 25° anno di età, su 2343 si sono recati alle urna in 1635 (69,8%), anche qui quasi equamente divisi tra maschi (832) e femmine (803). 43 le schede bianche (2,3%) e 28 le nulle (1,5%) alla Camera, 50 bianche (3%) e 28 nulle (1,7%) al Senato.

 

 

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