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TORRETTA FESTEGGIA I 100 ANNI DI ROCCO SANTORO

18 luglio 2006

   La sua storia

TORRETTA – C’erano tutti, ma proprio tutti, alla festa per i cento anni di Rocco Santoro (foto a sinistra), festeggiati con una manifestazione pubblica, voluta dall’Amministrazione Comunale, domenica sera nello spazio eventi della Villa Comunale di Torretta.

Dalle istituzioni locali, rappresentate dal Sindaco Antonio Sicilia (con tanto di fascia tricolore al petto e gonfalone comunale), dal vice sindaco Domenico Vulcano (assessore alle politiche sociali) dalla Polizia Municipale, con il comandante Giuseppe Madeo e l’agente Arcangelo Coppola, dal parroco Don Giovanni Barbara, alle associazioni Pro Loco, Avis, Aism, Suor Agnese, fino ai familiari di nonno Rocco, primi fra tutti, accanto a lui, i figli Domenico, Giovanni, Pasquale ed Agnese, e poi nipoti, pro nipoti, parenti di secondo e terzo grado, fino ai vicini di casa, la sua amata Via Gagarin dove ha vissuto più di metà del suo secolo di vita qui a Torretta.

E poi tantissimi compaesani (chi è che non lo conosce?) onorati di esserci a questa serata che potrebbe restare “storica” negli annali della nostra comunità (ma ora è nata una vera e propria corsa ai prossimi centenari…).

Con la musica sempre gradita degli Evergreen (non per altro, ma il nome significa, guarda caso, sempre verdi, e cioè di lunga vita!) a far da appropriata colonna sonora, la manifestazione, condotta sul palco dal giornalista crucolese Nunzio Esposito, ha avuto inizio attorno alle 21,00, poco dopo l’arrivo del festeggiato e dei familiari con i saluti e gli auguri del primo cittadino e del suo vice che si sono dichiarati, a nome dell’amministrazione comunale, onorati ed orgogliosi di poter segnare una pagina così importante per un concittadino “esempio longevo di grande lavoratore – ha detto Sicilia – e di onesto padre di famiglia, educato e rispettoso con il prossimo a prescindere, e che molti di noi continueranno a ricordare seduto su quei gradini di via Gagarin a porgere il suo saluto sorridente ai passanti.”

Poco dopo Rocco Santoro è stato fatto salire sul palco e lì, seduto alla sua sedia, ha ricevuto, dalle mani del sindaco, la targa ricordo fatta realizzare dal Comune (foto a lato), cui sono seguiti mazzi di fiori, pergamene con gli auguri di parenti, di “quelli della sua ruga” (il rione) e delle associazioni presenti, nonché un’altra targa da parte della Pro Loco, che tra l’altro ha collaborato attivamente e con grande impegno alla distribuzione delle bevande. Nel frattempo il fotografo ufficiale, Rocco Bruno, ha immortalato con i suoi scatti tutti i momenti della manifestazione per un album fotografico anche questo voluto dall’amministrazione comunale.

Emozionato e commosso, il nonnino torrettano ha ringraziato tutti, indistintamente, per la festa tributatagli, non senza aver prima aggiunto qualche parola alla storia della sua vita raccontata al microfono dal conduttore della serata.

Poi tanti applausi ed una fila interminabile di saluti ed auguri da parte dei presenti, mentre in fondo al piazzale veniva aperto il buffet preparato da parenti ed amici e la musica allietava il prosieguo della serata.

Poco dopo le 23,00 i fuochi pirotecnici annunciavano il taglio della gigantesca torta sulla quale campeggiava, ovviamente, tra grandi numeri, 1 – 0 – 0, i numeri dei suoi anni.

Ed a mezzanotte le luci si spegnevano, accedendo però quelle perenni dei ricordi nella mente e nel cuore di quelli che, domenica sera, erano stati presenti e partecipi alla gioia dei 100 anni di un grande esempio di vita, oggi il nonno di Torretta, nono Rocco Santoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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LA SUA STORIA

TORRETTA – Un evento più unico che raro per la comunità crucolese dove a memoria d’uomo non si ricordano altri concittadini che abbiano raggiunto il secolo di vita, specie in perfetta salute come il nostro nonnino che troviamo seduto come sempre a quei gradini di via Gagarin, a pochi passi dal passaggio a livello di Piazza Matteotti.

Nonostante il caldo di un pomeriggio di luglio infatti, lui non rinuncia mai alla sua uscita vicino casa, assieme agli amici di sempre, seduto su quei gradini davanti ai quali ha visto passare intere generazioni di compaesani. A tutti sempre il suo saluto rispettoso, educato, con quel viso segnato oggi dalle rughe ma personificazione della serenità e dell’onestà che ha contraddistinto una vita di grande lavoratore e di onesto padre di famiglia.

Ci saluta e subito ci invita ad entrare in casa, precedendoci con suo passo sicuro che non ha certo bisogno di un bastone per aiuto, dove troviamo ad accoglierci la figlia Agnese ed il genero (vivono ad Alessandria ma trascorrono l’estate qui a Torretta), uno dei tre nipoti omonimi ed altri parenti che stanno vivendo insieme a lui questi ultimi giorni prima della fatidica data centenaria.

Non c’è bisogno di “interpreti” o spiegazioni da parte di nessuno, nonno Rocco, acciaccato solo nell’udito e nella vista, ci dimostra una lucidità ed una memoria da fare invidia ed allora eccolo raccontarci un po’ della sua vita: “Sono nato a Scala Coeli – esordisce - il 13 luglio del 1906 (no, non è un errore, solo che un tempo era frequente recarsi all’anagrafe qualche giorno dopo la nascita e così fu per Rocco che il papà dichiarò nato il 16 luglio, n.d.a.), in una famiglia di quattro figli, tre maschi e una sorella, l’unica rimasta che oggi vive in Argentina. Nel 1924 ci trasferimmo tutti a Torretta, precisamente in contrada Cassìa, dato che qui sorgeva solo la stazione ferroviaria e nulla più, e nel ’31 mi sposai con Caterina Mancini (scomparsa nel 1981, n.d.a.).”

Anche la sua non è stata una famiglia numerosa, anzi curiosamente ha “replicato” le proprie origini: tre figli maschi, Domenico, Giovanni e Pasquale, ed una femmina, Agnese, appunto, che in totale gli hanno dato 12 nipoti ed una decina di pronipoti.

Nel lavoro, come in famiglia, nonno Rocco non si è mai risparmiato e già da ragazzo ha cominciato a prestare servizio presso l’Azienda agricola di Cassìa, di proprietà del Marchese Anselmo Berlingieri., diventandone ben presto “massaro” e restandovi fino al 1960.

“Nel ’50 – ricorda – venimmo ad abitare proprio in questa casa, nel centro di Torretta, a ridosso della ferrovia e da qui non ci siamo più mossi, a parte i figli che dopo i loro matrimoni si spostarono nelle proprie abitazioni.”

Un suo ricordo, indelebile, rimane anche quello della prima festa in onore di San Francesco da Paola, quando, nel 1946, si ritrovò assieme al compianto “mastro Francesco” Forciniti tra gli istitutori della manifestazione patronale diventata ormai un appuntamento tradizionale per la nostra comunità.

Oggi la sua vita prosegue nella più completa serenità, nel trascorrere del tempo che per lui non ha (non può avere) importanza alcuna. Ne ha vissuti tanti di momenti, ne vivrà uno importantissimo domenica sera, anche se è un po’ preoccupato per via dell’udito (“ma qualche parola di ringraziamento la dirò lo stesso”, assicura), tra i suoi familiari, i suoi concittadini, le istituzioni locali verso le quali ha sempre nutrito un profondo e riguardoso rispetto.

E prima di salutarlo ci facciamo “svelare”, zitti zitti, il segreto più importante della sua longevità: colazione con latte e brioche la mattina,caffè solo dopo il pranzo ed un bicchier di vino dopo i due pasti principali; “una birra di tanto in tanto”, aggiunge. Per il resto un paio d’ore di sonno nel pomeriggio e poi a dormire verso le 22,30-23,00 mentre la sveglia è rigorosamente entro le 8,30.

“Senza contare che è ancora completamente autonomo nella sua cura personale, barba compresa”, ci fa notare la signora Agnese.

Salutiamo nonno Rocco e lui fa altrettanto con quel sorriso composto che per noi è l’effige della serenità in persona.

 

 

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