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FURTO IN CHIESA: PRIME NOTIZIE SULLE INDAGINI

11 settembre 2006

CRUCOLI – Sono costantemente monitorate a 360 gradi le piste intraprese dagli investigatori all'indomani della scoperta del clamoroso furto di bambinelli ed altri oggetti sacri del quale è stata vittima la Chiesa SS. Pietro e Paolo di Crucoli. Questo è poco altro è stato possibile “strappare” dalle abbottonatissime (legittimamente) dichiarazioni rilasciateci dal Maresciallo Giovanni Cordesco, comandante della Stazione dei Carabinieri di Torretta, al termine del Consiglio Comunale Straordinario di sabato sera.

Il sottufficiale ha anche confermato la stretta collaborazione con il Nucleo Tutela del patrimonio dei Carabinieri di Cosenza, al comando del Capitano Raffaele Giovinazzo e che già da tempo è alle prese con una serie di furti analoghi attuati nella nostra Regione ma mai nella provincia crotonese, prima della vicenda di Crucoli.

Tant'è che dopo le prime rilevazioni effettuate dagli investigatori del Nucleo Operativo della Capitaneria di Cirò Marina, dalle quali sembrano siano stati repertati alcuni capelli e delle impronte digitali subito inviati al RIS di Messina per i relativi accertamenti, in settimana sono giunti sul luogo del furto proprio gli uomini del Nucleo cosentino che, oltre ad analizzare le dinamiche dell'episodio criminoso, hanno fatto visionare ai loro colleghi torrettani e ad alcuni testi le foto di probabili sospetti risultati dalle precedenti indagini.

Anche quella delle deposizioni di alcuni cittadini che abitano nelle vicinanze della Chiesa del nostro capoluogo è una conferma all'esistenza di qualche pista sulle quali i Carabinieri non nascondono cauto ottimismo.

Secondo quanto raccontato da queste persone ai militari, attorno alle 17,00 di sabato 2 settembre, cioè poche ore prima del furto, lungo la strada che porta alla Chiesa (via San Pietro) si erano intravisti alcuni sconosciuti, precisamente un uomo ed una donna, con al seguito un bambino, che avrebbero anche chiesto l'orario di apertura della Chiesa (foto a lato). Fornita loro l'informazione e scambiati facilmente per turisti (il periodo registra ancora qualche presenza nella frazione Torretta nonché in tutto il comprensorio) l'attenzione dei probabili ignari testimoni (tra l'altro tutti anziani) era durata il tempo di uno sguardo e niente più, anche perché nulla faceva presagire all'azione sconcertante messa in atto di lì a poche ore.

Una coppia con un bimbo, dunque, il primo elemento al vaglio degli inquirenti, anche se dalle foto in possesso degli investigatori cosentini gli stessi cittadini non hanno rilevato alcuna somiglianza.

Ma c'è di più, secondo alcune voci che circolano in paese: una persona, di età tra i 50 ed i 60 anni, protagonista di esagerate rimostranze personali in occasione della prima serata della Sagra della Sardella (sembra infastidito dall'eccessiva attesa ad uno degli stand gastronomici allestiti in Piazza Di Bartolo), a fine agosto era stata rivista in pieno centro con fare sospetto e stranamente solo, anche se di lui poi non si è saputo più niente. In proposito si sta cercando di rintracciare qualche concittadino, magari uno dei tanti emigrati di ritorno in quel periodo, in possesso di riprese video amatoriali nelle quali potrebbe essere visibile la persona di cui dicevamo.

Rimane comunque la certezza che i ladri hanno agito dopo le 22,00, visto che attorno a quell'ora alcuni ragazzi del Gruppo Giovani parrocchiale, tra cui lo stesso vice sindaco Domenico Vulcano (nella fotina a lato), si erano recati nei locali dell'Azione Cattolica, sottostanti alla Sacrestia, per sistemare alcuni documenti. Proprio Vulcano ha rivelato, durante il Consiglio Comunale Straordinario di sabato 9, il suo rammarico per non essere salito in Chiesa a verificare il perché di una luce insolitamente accesa, avendo pensato essere una semplice dimenticanza di chi aveva chiuso.

Qualche pista insomma ci sarebbe, anche se poi le voci di paese si moltiplicano giorno dopo giorno ed è difficile scindere quello che è fantasia popolare con i dati di fatto. Più sicura l'ipotesi, sempre secondo Cordesco, che gli oggetti, piuttosto ingombranti nel loro insieme, siano stati già portati lontano o magari consegnati a qualche misterioso collezionista. Così come sembra confermata la pista che porta in Sicilia per quanto riguarda gli esecutori di questo come degli altri furti analoghi. Ma qui le bocche tornano ad essere abbastanza abbottonate

 

 

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