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Erano le 7,45 di domenica quando il Parroco, Don Giovanni Barbara, si accingeva ad aprire la Chiesa per celebrare, di lì a poco, la prima messa della mattina ma salito su per la scalinata d'ingresso di accorgeva che il grande portone principale era stranamente socchiuso. E appena dentro ecco la sconcertante scoperta, subito dopo aver notato aperta la vetrata della piccola cupola nella quale è custodita la statua della Madonna di Manipuglia (foto a lato): a prima vista mancavano il Gesù Bambino, tenuto in braccio, e la sfera (“il globo terrestre”) sorretta da una mano della Vergine. Immediata la reazione del prelato che avvertiva i Carabinieri e dava l'allarme mentre già i primi fedeli giungevano in Chiesa per assistere appunto alle funzioni in programma.
Ma l'azione potrebbe rivelarsi anche legata ad una strana serie di furti sacrileghi che sta interessando proprio la nostra regione: Belmonte Calabro, San Fili e Paola nel cosentino, Capistrano e Spilinga nel vibonese, San Ferdinando nella provincia di Reggio, nelle ultime settimane le chiede di queste località sono state prese di mira dai ladri che hanno portato via, appunto, statuette del bambinello. Tant'è che su quegli episodi gli investigatori del Nucleo Tutela del patrimonio dei Carabinieri di Cosenza da tempo sta indagando a tutto campo e in una conferenza stampa di alcuni giorni fa lo stesso Comandante, Raffaele Giovinazzo, ha dichiarato che la pista seguita per rintracciare i responsabili dei furti porta addirittura in Sicilia, più precisamente nella provincia di Catania, e dei ladri sembra si abbiano già i primi identikit oltre ad alcune targhe dei veicoli utilizzati per portare via gli oggetti. In sostanza questi furti, secondo gli investigatori cosentini, sarebbero commissionati dal sempre fiorente mercato clandestino di oggetti d'arte ed antiquariato, per il quale la nostra regione è un appetito luogo di reperimento, mentre la destinazione è quasi sempre l'Italia centrosettentrionale.
Increduli e toccati profondamente nella loro sensibilità i cittadini crucolesi che subito si sono recati numerosi in Chiesa per accertarsi di una voce che ha immediatamente invaso le strade e le case del paese. Raccolti in preghiera o seduti agli scanni con lo sguardo perso nel vuoto molti erano i volti pieni di lacrime e di rabbia allo stesso tempo. E naturalmente non mancavano i commenti più disparati: dalla ragazzata, al furto su commissione, alla setta satanica, addirittura, per un'azione che mai si sarebbero immaginata qui da noi. Di certo, per ora, è che domenica 3 settembre 2006 rimarrà il giorno più nero della storia crucolese, con una ferita che difficilmente sarà rimarginabile. |
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