Indice

CRUCOLI - RUBATI IL BAMBINELLO DI MANIPUGLIA

E ALTRE STATUETTE NELLA CHIESA MADRE

5 settembre 2006

 

 

 

 

 

 

 

 

CRUCOLI – Ha lasciato nello sconcerto l'intera comunità crucolese il furto di “bambinelli” e di altre statuette perpetrato nella notte tra sabato 2 e domenica 3 settembre all'interno della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo. Un'azione che ha dell'incredibile, sia per le modalità, sia per la natura degli oggetti trafugati dai ladri che, stando alle immediate rilevazioni degli esperti del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Cirò Marina, sembra non abbiamo lasciato alcuna traccia dei loro movimenti.

Erano le 7,45 di domenica quando il Parroco, Don Giovanni Barbara, si accingeva ad aprire la Chiesa per celebrare, di lì a poco, la prima messa della mattina ma salito su per la scalinata d'ingresso di accorgeva che il grande portone principale era stranamente socchiuso.

E appena dentro ecco la sconcertante scoperta, subito dopo aver notato aperta la vetrata della piccola cupola nella quale è custodita la statua della Madonna di Manipuglia (foto a lato): a prima vista mancavano il Gesù Bambino, tenuto in braccio, e la sfera (“il globo terrestre”) sorretta da una mano della Vergine. Immediata la reazione del prelato che avvertiva i Carabinieri e dava l'allarme mentre già i primi fedeli giungevano in Chiesa per assistere appunto alle funzioni in programma.

Poco dopo arrivavano i militari dell'arma della stazione di Torretta, al comando del maresciallo Giovanni Cordesco, e gli investigatori del Nucleo Operativo della Compagnia di Cirò Marina, che cominciavano immediatamente i primi rilevamenti. Risultavano quindi mancanti altri oggetti: gli orecchini della Madonna, una collana che cingeva il suo collo, ma (fortunatamente) non la sua corona realizzata tre anni fa dall'orafo crotonese Michele Affidato, mentre l'altra corona, più piccola e anch'essa nuova, era sulla testa del Bambino e quindi sparita; il furto diventava ancora più sorprendente quando risultavano asportate altre statuette, in particolare i due angioletti ai lati della stessa icona della Madonna, altri due simili, che erano posti ai piedi della statua di Santa Filomena, ed un altro “bambinello” che era sorretto tra le braccia di San Giuseppe, nella navata minore che conduce alla Cappella della Madonna, mentre dalla Sacrestia vecchia, completamente rovistata, risultavano mancare altri oggetti tra cui due candelabri in legno (risalenti all'ottocento) ed alcuni preziosi in argento.

Un furto anomalo, insomma: più che ai preziosi e ad altri oggetti che potevano far “cassa” (vedi la corona grande, i computer nei locali sotto la Sacrestia, l'impianto di amplificazione e microfoni, eccetera) i ladri hanno portato via, indisturbati e nel silenzio della notte, le statuette del Gesù Bambino a dimostrazione di una sfida sferrata verso la sacralità e la devozione, quella dei crucolesi in particolare.

Ma l'azione potrebbe rivelarsi anche legata ad una strana serie di furti sacrileghi che sta interessando proprio la nostra regione: Belmonte Calabro, San Fili e Paola nel cosentino, Capistrano e Spilinga nel vibonese, San Ferdinando nella provincia di Reggio, nelle ultime settimane le chiede di queste località sono state prese di mira dai ladri che hanno portato via, appunto, statuette del bambinello. Tant'è che su quegli episodi gli investigatori del Nucleo Tutela del patrimonio dei Carabinieri di Cosenza da tempo sta indagando a tutto campo e in una conferenza stampa di alcuni giorni fa lo stesso Comandante, Raffaele Giovinazzo, ha dichiarato che la pista seguita per rintracciare i responsabili dei furti porta addirittura in Sicilia, più precisamente nella provincia di Catania, e dei  ladri sembra si abbiano già i primi identikit oltre ad alcune targhe dei veicoli utilizzati per portare via gli oggetti. In sostanza questi furti, secondo gli investigatori cosentini, sarebbero commissionati dal sempre fiorente mercato clandestino di oggetti d'arte ed antiquariato, per il quale la nostra regione è un appetito luogo di reperimento, mentre la destinazione è quasi sempre l'Italia centrosettentrionale.

Tornando a Crucoli, dai primi rilevamenti dei Carabinieri (foto a lato) non sono risultate tracce alcune dei ladri che probabilmente hanno persino usato dei guanti (in attesa degli esami su una impronta digitale, la sola trovata). Più certa la modalità con la quale si sono introdotti nella Chiesa, probabilmente nel tardo pomeriggio, quando alcuni fedeli si erano raccolti in preghiera: uno di loro o più si sarebbero nascosti in qualche locale interno, non visto da nessuno, per aspettare la notte quando, all'ora stabilita, ha potuto eventualmente far entrare il complice o i complici e fare il resto.

Increduli e toccati profondamente nella loro sensibilità i cittadini crucolesi che subito si sono recati numerosi in Chiesa per accertarsi di una voce che ha immediatamente invaso le strade e le case del paese.

Raccolti in preghiera o seduti agli scanni con lo sguardo perso nel vuoto molti erano i volti pieni di lacrime e di rabbia allo stesso tempo. E naturalmente non mancavano i commenti più disparati: dalla ragazzata, al furto su commissione, alla setta satanica, addirittura, per un'azione che mai si sarebbero immaginata qui da noi.

Di certo, per ora, è che domenica 3 settembre 2006 rimarrà il giorno più nero della storia crucolese, con una ferita che difficilmente sarà rimarginabile.

 

 

torna a inizio pagina