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FESTA DI MANIPUGLIA 2006

LA FEDE E' ROCK... LA MUSICA E' LENTA

25 maggio 2006

CRUCOLI – Colpa di un inconsueto cambiamento di programma, dovuto alla volontà del Comitato Festa di portare sul palco di Piazza Di Bartolo Massimo Di Cataldo, la cui disponibilità era per domenica 21 e non per la serata conclusiva del lunedì; colpa di quell'esibizione poco convincente degli Alunni del Sole (lunedì sera, appunto) che in tanti ha fatto rimpiangere gli anni d'oro del gruppo dei fratelli Morelli: fatto sta che i commenti a caldo (ma confermati anche nei giorni a seguire) sulle manifestazioni musicali della appena conclusa Festa di Manipuglia più che contrastanti tra di loro, sono stati in gran parte votati alla delusione ed all'insufficienza, fatta eccezione per il Cantacrucoli, giunto alla ventesima edizione, svoltosi come sempre al sabato sera con l'esibizione di tanti provetti cantanti, piccoli e grandi, applauditi da un pubblico divertito e numeroso.

Ben diversa la partecipazione ai riti religiosi in onore della protettrice di Crucoli che come ogni anni ha l'effetto struggente del richiamo dei suoi conterranei sparsi in tutto il mondo e di tantissimi fedeli residenti nel cosentino ed anche in gran parte della nostra regione. La comunità crucolese aspetta il mese di maggio con un trasporto ed una profondità di culto che, almeno per questo periodo, allontana dalla mente e dal cuore i problemi, le difficoltà, i sacrifici quotidiani vissuti tra le mura di quelle case arroccate l'una sull'altra, tra i vicoli stretti e silenziosi per lo svuotamento migratorio che pure continua oggi, nella solitudine di anziani e di famiglie distaccate loro malgrado dai propri cari lontani per lavoro.

Tutto scompare, tutto ha un altro volto alla mattina della terza domenica di maggio quando la chiesa si riempie all'inverosimile per pregare ed osannare la tanto amata Vergine di Manipuglia, la cui effige fin dal primo del mese è posta davanti all'altare e che ora aspetta di incamminarsi verso il suo Santuario.

Dove arriva attorno alle 13,00 e dove rimane (foto a lato), adorata e meta di pellegrini fino alla mattina del lunedì seguente.

Altra novità di quest'anno, nel pomeriggio di domenica, una prima parte del tradizionale incanto, con Roberto Gabriele nel ruolo di instancabile banditore ufficiale, mentre la serata musicale ha animato il centro cittadino con il concerto di Massimo Di Cataldo, davanti ad una platea visibilmente ridotta rispetto ad esibizioni del passato (ma quasi mai di domenica, diciamolo pure).

Lunedì 22, di rientro dal Santuario, la statua della Madonna di Manipuglia ha fatto il suo ingresso nella Chiesa madre poco prima di mezzogiorno, dopo essere stata salutata dai fuochi artificiali (sempre dal pendio “canalicchio”) e da una folla di fedeli ancor più numerosa fin dall'arrivo alle prime case del paese.

La giornata è quindi proseguita con il ritorno dei tradizionali giochi popolari in piazza, con la seconda parte dell'incanto e quindi con l'esibizione degli Alunni del Sole, cui è seguito il gran finale pirotecnico attorno alla mezzanotte.

Tra le note positive ci è parso il servizio d'ordine e il controllo della viabilità interamente gravato sulla Polizia Municipale che, seppur da tempo ridotta a tre sole unità (il comandante Madeo e gli agenti Coppola e Mazzei) ha predisposto al meglio la circolazione veicolare, sia nel centro urbano di Crucoli, con il senso unico di marcia, in uscita, per tutta Via S.Antonio, sia sul tratto di provinciale antistante il Santuario con l'organizzazione dei venditori ambulanti fin dalle 6 di domenica mattina, e questo nonostante un aumento di presenze, nella medesima giornata, stimato attorno al 60 per cento rispetto all'anno scorso.

Senza dimenticare che dietro una grande festa, come quella crucolese, c'è sempre un grande e generoso Comitato, quest'anno composto, oltre che dal parroco Don Giovanni Barbara e dal vice parroco, Don Antonio Salimbeni, da Giuseppe Barberio, Domenico Vulcano, Cataldo Strafaci, Francesco Ciccopiedi, Francesco Ioverno, Vincenzo Pelligrò, Francesco Lamotta, Gennaro Tursi, Vincenzo ed Eugenio Gagliardi.

 

 

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