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TORRETTA: DA DUE ANNI IN ATTESA DELLA TELECOM

23 novembre 2006

 

 

TORRETTA – Roba da sbalordire persino gli inviati di Striscia la Notizia, se solo questi ne fossero stati informati come noi dal malcapitato cittadino di Torretta, estenuato da una attesa di quasi due anni per l’attivazione di una utenza telefonica da parte della Telecom, per poi vedersi recapitata l’ennesima lettera con la quale la grande e pluri celebrata azienda telefonica italiana gli comunicava, suo malgrado, l’impossibilità a fornire l’allacciamento alla linea telefonica urbana.

Protagonista di questa vicenda, che ora assume i contorni di un misterioso paradosso, è Emilio Bosso (foto a lato), trentanovenne imprenditore commerciale crucolese, sposato e con un figlio, tornato da un paio d’anni dalla Germania, dove era emigrato giovanissimo assieme alla famiglia, per impiantare appunto una propria attività commerciale all’ingrosso nella nostra frazione dove proprio negli anni di lavoro all’estero ha costruito una bella e comoda abitazione quasi in centro, esattamente sulla strada che porta al quartiere “collina”.

Impensabile per Emilio, quindi, ritrovarsi in questa specie di “incubo” iniziato al momento di richiedere alla Telecom la normale installazione di una nuova linea telefonica, peraltro di categoria commerciale (la cosiddetta “Business” che fa riferimento al 191) ed abbinata ad una promozione che prevedeva la fornitura di un apparecchio cordless (telefono senza filo) della stessa Telecom da pagare a rate, per 12 mesi, direttamente in bolletta.

Era la fine di aprile del 2005 e mentre il nostro concittadino iniziava pian piano ad avviare la sua nuova attività (fortunatamente ci sono i tanto bistrattati cellulari!) si apriva anche una porta su un’attesa spasmodica e senza vie d’uscite per quella benedetta linea telefonica che non arrivava.

Anzi, a dire il vero la Telecom era stata più che solerte ad assegnare immediatamente il nuovo numero telefonico intestato a Bosso Emilio, ma anche a fargli recapitare (udite udite) non uno ma ben due apparecchi telefonici di identico modello e a distanza di un giorno d’uno dall’altro: come risulta dal documento di consegna dei prodotti telefonici, infatti, in suo possesso, la prima consegna è avvenuta il 25 maggio del 2005 (apparecchio cordless di colore argento), la seconda il 26 maggio (modello azzurro).

Immaginate la soddisfazione del nostro protagonista di fronte a simile efficienza tutta italiana (quasi come quella tedesca, pensò) ed invece il lato positivo della storia si fermò lì, se positivo possiamo considerarlo.

Iniziò invece l’attesa per quella linea telefonica tanto importante per il suo lavoro. Tra l’altro il Bosso era stato informato dagli operatori Telecom che la stessa avrebbe provveduto all’istallazione del cavo necessario per il collegamento alla più vicina centralina di smistamento, anche se, vista la posizione dell’abitazione, non poteva ipotizzare alcuna difficoltà nel piazzamento di qualche decina di metri di linea esterna.

Ed invece passa tutta l’estate 2005 e, dopo un paio di suoi solleciti telefonici, a metà settembre gli arriva una prima lettera della Telecom (datata 30 agosto 2005) nella quale lo si informa che, “con riferimento alla richiesta per l’impianto in oggetto”, l’azienda è in attesa di ottenere i “permessi necessari” per la sua realizzazione: “Pertanto non siamo in gradi di attivare la sua linea telefonica –prosegue la lettera – entro i termini previsti… Il superamento di tale difficoltà è ad oggi ipotizzabile entro il 30/8/2005.”

Proprio così, le “difficoltà” delle quali la Telecom parla (e mai specificate al Bosso) sarebbero state superate lo stesso giorno dell’invio della lettera!

Altri due mesi di attesa ed a fine ottobre dello stesso anno ecco arrivare un’altra lettera (datata  14/10/05): “Gentile Cliente, - scrive la nostra – con riferimento alla sua richiesta in oggetto e alle nostre precedenti comunicazioni, siamo spiacenti di informarla che la domanda da lei inoltrata è stata annullata. Ciò si è reso necessario poiché non abbiamo ottenuto i permessi necessari per la realizzazione dell’impianto…”

Ancora autorizzazioni mancate, ma nessuna specifica in merito ed allora Emilio comincia a tempestare di telefonate il 191, senza alcun risultato, anzi si rivolge persino a tecnici Telecom di sua conoscenza che però, evidentemente, non riescono a sbrogliare questa intricata matassa.

Arriva persino a proporre all’azienda telefonica di realizzare a sue spese eventuali scavi sotto la sede stradale adiacente all’abitazione e quindi ripristinare la situazione originaria. Ma niente, mancano sempre le “necessarie autorizzazioni” che, a questo punto, sono riferite, a nostro modesto avviso, al permesso da parte di qualche abitante delle vicinanza nel far passare dalle mura esterne della propria casa il cavo telefonico per raggiungere quella del Bosso.

Legittimo rifiuto, evidentemente, ma anche per Emilio è legittimo che la Telecom aggiri in qualche modo l’ostacolo e fornisca l’utenza così come aveva fornito numero e apparecchi.

Il nostro concittadino comunque non demorde, anche se la mancanza del servizio gli provoca non pochi disagi all’attività (e forse anche danni), e così ad inizio di quest’anno ecco arrivare un’altra lettera (spedita il 31/12/05): anche stavolta la Telecom dice di essere in attesa dei necessari permessi, per i quali ipotizza il superamento di ogni difficoltà entro il 31 dicembre 2005(stessa anomalia di qualche mese prima).

Altro che superamento. Trascorrono undici mesi e pochi giorni fa gli giunge l’ennesima beffa: con lettera del 26/10/2006 la Telecom comunica (a distanza di un anno esatto dalla identica comunicazione precedente) che “la domanda da lei inoltrata è stata annullata… poiché non abbiamo ottenuto i permessi necessari per la realizzazione dell’impianto…”

Probabilmente la parola fine a questa vicenda paradossale: nel terzo millennio, in pieno centro urbano, a pochi metri dalla linea telefonica, in possesso di numero e di apparecchi, un cittadino torrettano si vede rigettare per ben due volte la richiesta di allacciamento alla rete da parte della Telecom. La quale, evidentemente, per liberarsi della questione non si è mai preoccupata nemmeno di ritirare gli apparecchi (due) forniti al nostro Emilio. Che magari potrebbe pure regalarli ad un amico?

 

 

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