CRUCOLI - TRA PASSATO E PRESENTE

Alcuni brani sono tratti dal libro del Prof. Leonardo Maurizio Smurra: "Crucoli: tradizioni, storia, leggende e racconti", 1973

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SOMMARIO

 GLI ABITANTI

GASTRONOMIA

TORRETTA E DINTORNI

LA FEDE

"Crucoli sorge su di una vetta, costellata dai monti della Sila, da montagne e da capricciose balze digradanti a forma di naturale anfiteatro le cui ali sembrano affondarsi in quello specchio di golfo che va da Punta Alice alle foci del Nicà. Il paese, dalle case con i tetti spioventi, arroccate al castello, ormai rudere dal piccone del tempo e dall'incuria dell'uomo, trae quotidiano ed ampio respiro dall'aura marina del mitico Jonio.

Il suo aspetto panoramico, meraviglioso per il verde cupo dei boschi, degli ulivi, interrotto da macchie di malva e da sterminate chiazze di lentischio, acquattate sulle pendici e sui pianori, costituisce un richiamo possente all'occhio del passante sulla strada statale 106.

Il suo clima regolato dai venti e favorito dalla permanenza del sole, mitigando i rigori invernali ed attenuando l'afa estiva, permette la varietà della vegetazione e della coltivazione del prodotto agricolo.

Dal dorso dell'unico, pianeggiante e rotabile nastro di via che divide il paese in due versanti, si ramificano i caratteristici vicoli, scoscesi e tortuosi, che serpeggianti in un continuo rincorrersi e disperdersi, collegano i rioni dell'alto e del basso abitato.

La piazza, al cospetto del massiccio silano, aperta allo scenario dei noti tramonti del Sud, affiancata dalle sagome grigiastre delle pareti corrose dalla pioggia, è l'oasi di raccolta di vecchi in gara per la scelta del posto a sedere suo, e panchine di pietra {oggi di metallo} , sotto gli occhi dei giovani in attesa di occupazione e di bimbi irrequieti nei consueti trastulli. In essa, in certe ore del giorno, il tempo sembra darsi appuntamento per offrire spettacolo, intrecciando al suono della tarantella del passato le danze del presente.

Una croce, sormontata dal gallo girevole al soffio dei venti, con le sue braccia protese all'infinito, stagliandosi superba nell'azzurro, dominando il groviglio dei tetti ammucchiati, rivela la posizione della Chiesa Madre, la cui facciata giace nascosta al termine di via S. Pietro. Sulla stessa via trovasi l'imponente palazzo che appartenne alla famiglia Palopoli, ove ha sede, oggi, il Municipio (e un tempo la Scuola Media che poi è stata trasferita nel nuovo plesso costruito ad inizio paese, su Viale Repubblica).

Alla periferia, l'edificio scolastico di recente costruzione, è sito sullo sfondo pittoresco del versante orientale, teatro di fantastiche immagini nel fluttuante alternarsi di luce e colori, offerti con rituale puntualità dal sorgere e tramontare del Sole, sui mari e sui monti.

Caratteristiche sono le vecchie case e casupole che, con le loro finestre spalancate sugli abissi, suscitano emozioni di vertigini, in perfetto contrasto con le costruzioni moderne che vanno sorgendo sui fianchi del vecchio abitato. Anch'esse, non più tuguri dall'esiguo spazio occupato dall'unico giaciglio intorno al quale s'ammucchiavano le poche masserizie (pecora - cane - aratro - zappe - ecc ... ) sono diventate più comode e confortevoli. Modificate e trasformate, presentano ambienti più igienici e stanze i cui interni sono resi piacevoli da moderni suppellettili, da elettrodomestici, mobili eleganti tra cui quelli lussuosi ed adatti a sostenere radio e televisori."