Sommario

La Storia di Crucoli

1840-1845

L'OTTOCENTO: dal '40 al novecento

 

1840

 

1842

1843

1844

1845

      

     1840

Il Monte Frumentario era un’opera di beneficenza il cui scopo era quello di creare un grosso approvvigionamento di grano per poi distribuirlo gratuitamente alla gente più povera in determinati periodi dell’anno. Per trovare menzione di quello di Crucoli ci siamo rifatti ad una copia d’atto notarile, datata 22 maggio 1840, redatto dal notaio Gennaro Giglio, nel suo studio sito in «via Scaccera a Crucoli». Davanti a lui si erano presentati il Sig. Francesco Antonio Nati, sindaco di Crucoli, civile proprietario, domiciliato nella via S. Elia, ed il Sig. D. Pasquale Amalfitano, «Conte di Savelli, Marchese di Cru­coli, figlio del fu Marchese Don Carlo, domiciliato nel Castello di Crucoli», allo scopo di creare appunto il Monte Frumentario (è questo il primo documento in cui se ne parla, n.d.a.), per il quale erano stati già deliberati dal comune 400 ducati per l’acquisto di «263 tomoli» di grano bianco (i tomolo era uguale a circa 40 Kg., n.d.a.) al prezzo di 15 o 16 «carlini».

Il  Marchese Amalfitano, da parte sua, aveva già depositato 150 tomoli dello stesso grano.

Per quanto riguarda l’amministrazione del Monte, di natura beneficiaria, vennero sottoscritte specifiche condizioni, tra le quali:

1) i due costitutori del Monte Frumentario lo avrebbero rappre­sentato in base alle quantità di grano fornite e gli amministratori sarebbero stati nominati annualmente di comune accordo ed appro­vati dall’Intendente provinciale;

2) detti amministratori avrebbero presentato annualmente il bi­lancio della Fondazione, per essere sottoposto all’esame delle parti costitutrici (Comune e Signoria) e quindi approvato dall’Intendente;

3) gli amministratori inoltre avrebbero dato annualmente il loro conto del quantitativo di grano consegnatogli, nonché dell’eventuale aumento di magazzino.

 

Ma l’istituzione ufficiale del Monte Frumentario, in quanto opera pubblica, si avrà solo il 31 agosto 1842 (cioè due anni dopo) ed esso vivrà per circa 70 anni, avrà i suoi momenti travagliati, ma certamente resterà nella storia di Crucoli come una importante opera di beneficienza (per molti oggi sconosciuta) in un periodo storico caratterizzato da molta povertà, da carestie, da travagliate epidemie.

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      1842

Il 9 gennaio si insedia nella casa comunale il nuovo Decurionato crucolese composto dal neo- sindaco Antonio Di Sessa e dai Decurioni Vincenzo Basta, Francesco Polito, Antonio D’Amico, Gennaro Parise, Antonio Polillo, Tommaso Lamanna, Domenico Acri.

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Qualcosa di veramente curioso troviamo verbalizzato con data 2 marzo e firmato dal sindaco Di Sessa; ve lo riportiamo testualmente:

«Alle ore 13 di oggi ci è stata presentata dalla Pia Ricevitrice - (di nome Maria e probabilmente una delle suore che abitavano allora l’antico convento di Crucoli, n.d.a.) - un appello di aiuto per una bambina trovata sulla Ruota (credo quella del convento la cui fun­zione era proprio quella di ricevere eventuali bambini abbandonati dalle madri in incognito, n.d.a.); dopo averle fatto un’attenta visita ed osservazione, abbiamo riconosciuto di essere Femmina (notate che grande scienza per un’accurata diagnosi!, n.d.a.) e dopo il battesimo le abbiamo imposto il nome di Maddalena Esposito (è noto che questo cognome è nato come significato di trovatello, soprattutto a Napoli, n.d.a.)».

Ma la simpatica e da una parte triste vicenda ebbe un seguito. Infatti gli amministratori comunali incaricarono del caso una appo­sita commissione le cui indagini condussero alla scoperta della madre della bimba, tale Laura Monaco, la quale non riuscendo a negarlo confessò di essere stata costretta dalla miseria. Eh sì, la povertà si accaniva anche contro una bambina appena nata; ma questa è anche storia d’oggi.

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Un’altra opera di beneficienza del Decurionato crucolese nasce nella riunione del 3 aprile, quando venne elargita la somma di 6 ducati «a titolo di carità» (è scritto anche «elemosina, n.d.a.) a certa Proietta Brigida Vulcano «perché sfornita di qualsiasi mezzo di sostentamento – si legge nel verbale - e trovasi in uno stato di estrema miseria».

 Pochi giorni dopo veniva destinata la cifra di 40 ducati alle imminenti Festività di Manipuglia, di cui abbiamo parlato in precedenza.

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    Passiamo ora alla ormai famosa Festa di Manipuglia, ovvero le grandi festività in onore della Protettrice di Crucoli Maria SS. di Manipuglia, la cui tradizione, ne abbiamo parlato nella prima parte, ci riporta indietro di molti secoli. Ma nel periodo che stiamo trattando rileviamo una riunione del 17 aprile 1842 nella quale il Decurionato deliberò la somma di 40 ducati come contributo alle festività da svolgere nella prima settimana di maggio.

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      1843

Il  Conciliatore Comunale era una sorta di giudice davanti al quale si doveva risolvere i diverbi e le piccole ostilità tra cittadini dello stesso comune. Tale carica venne regolamentata con un «Regio De­creto» del 27 giugno 1843 ed a Crucoli il 12 agosto dello stesso anno veniva ricoperta da D. Leopoldo Palopoli, ventiseienne gentiluomo locale, per il triennio 1843/46.

Torniamo a parlare di opere pubbliche crucolesi: tra le fontane comunali di pubblica utilizzazione, quella della Contrada Elo era una delle più importanti, tant’è che nel settembre di quest'anno vengono immediatamente effettuati urgenti lavori di ristrutturazione su disposizione del Decurionato che utilizzò piccole somme a sua disposizione.

* * *

 Il 6 agosto vengono rinnovate le principali cariche amministrative, in base alle terne di eleggibili precedentemente presentate. Ecco il dettaglio di quelle nomine il cui mandato sarebbe iniziato il 14 gennaio dell'anno dopo:

            Sindaco: D. Pasquale Rendace, 26 anni, agrimensore (?); non eletti: Dott. Francesco Nati, 46 anni, civile proprietario e Antonio Guscimà, 38 anni, calzolaio.

            Primo Eletto: Dott. Gaspare Grisolìa, 33 anni, guardia d’o­nore (?); non eletti: Dott. Antonio Cappa, 74 anni, mercante, e Dott. Pasquale Di Grazia, 38 anni, civile           proprietario;

            Secondo Eletto: Giuseppe Toscano, 35 anni, proprietario; non eletti: Dott. Gaetano Palopoli, 60 anni, gentiluomo proprie­tario, e D. Antonio D’Afflitto, 35 anni, civile;

           Cassiere Comunale: D. Pasquale Parise, 28 anni, farmacista; non eletti: D. Leopoldo Paolopoli, 26 anni, gentiluomo proprie­tario, D. Vincenzo Grisolìa, 36 anni, civile proprietario;

            Esattore: D. Gaetano Lamanna, 55 anni, (figlio del fu Gio­vanni) civile proprietario; non eletti: D. Giuseppe Grisolìa, 48 anni, civile proprietario, D.Vincenzo Basta, 34 anni, civile.

 

Questo quindi il quadro finale delle nuove nomine che avrebbero sostituito rispettivamente Antonio Di Sessa, Gaetano Lamanna (ora Esattore), D. Giuseppe Grisolìa (non eletto tra gli esattori), D. Do­menico Parise, D. Vincenzo Grisolìa (non eletto tra i cassieri). Da notare il cambio anche del «deputato di salute» (una sorta di Ufficiale Sanitario di allora, n.d.a.) con D. Roberto Grisolìa al posto di D. Pasquale Parise (neo-eletto cassiere).

 

Abbiamo voluto dettagliare questa sorta di elezioni comunali come esempio per le altre occasioni del periodo, rilevando soprattutto l’alternarsi in cariche diverse all’incirca delle stesse persone, o perlomeno di esponenti anziani o giovani delle famiglie allora più altolocate e influenti politicamente.

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      1844

Molto più bisognosa di ristrutturazione era la strada interna che conduceva alla Chiesa di S. Maria, e finalmente il 4 febbraio del 1844 il Consiglio comunale deliberò l’inizio dei lavori necessari, non appena fosse giunta la regolare approvazione dell’In­tendente della Provincia.

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Purtroppo anche la tragica ombra di un’epidemia di Tifo si abbattè in quell’anno sui poveri crucolesi ed uno dei primi ad essere colpito fu proprio il neo-sindaco, D. Pasquale Rendace (di soli 26 anni), tant’è che il 2 aprile il Decurionato, presieduto dal Secondo Eletto, Giuseppe Toscano, viste le condizioni del Rendace, considerato ormai senza speranze di guarigione, presentò una nuova terna di eleggibili alla carica di primo cittadino crucolese, così composta:

1) D. Francesco Antonio Nati, 47 anni, «galantuomo, proprie­tario scrivente»;

2) Antonio Guscimà, 39 anni, «calzolaio scrivente»;

3) Vincenzo Basta, 35 anni, «calzolaio scrivente».

 Da notare la viva intenzione di sottolineare l’alfabetismo dei tre candidati, in un’epoca in cui la scuola era il sogno, spesso rimasto tale, della gente dei nostri paesi.

 

Il 28 aprile  venne convocata d’urgenza la neo-Commissione Sanitaria di Crucoli, nelle persone dei signori: D. Giuseppe Amantea, arciprete, Giuseppe Toscano, facente le veci del sindaco, D. Bruno Toscano, arciprete, D. Gaetano Palopoli, D. Domenico Acri.

Ordine del giorno era discutere e prendere immediati prov­vedimenti sull’epidemia di Tifo che colpiva in quei giorni i cruco­lesi. La Commissione alla fine di una lunga seduta deliberò quanto segue:

1) il divieto di portare più cadaveri nelle Chiese di S. Pietro e di S. Elia;

2) obbligo di allontanare i letami esistenti nel paese e nelle vicinanze in posti molto più lontani;

3) chiusura provvisoria delle condotte d’acqua che entravano nel paese;

4) divieto di scaricare acqua sporca e immondizia nelle strade pubbliche e immediata pulizia delle stesse;

5) obbligo di procurare, da parte del comune, biancheria e indumenti per gli attuali ammalati poveri;

6) ordine al sacrestano di suonare la campana ogni qualvolta muore una persona ammalata di tifo.

 

Evidentemente però questi provvedimenti ottennero pochi risultati positivi, poiché la stessa Commissione un mese dopo si vide costretta a emanare nuove urgentissime disposizioni, visto il tragico protrarsi del morbo epidemico.

 Nel nuovo comunicato si legge infatti:

1) che le stalle vengano subito pulite e lo si faccia almeno una volta alla settimana;

2) che l’immondizia e il letame delle stalle vengano allontanati fuori dal paese, dagli stessi proprietari;

3) che le strade interne del paese vengano pulite giornalmente dagli stessi abitanti, ognuno davanti alla propria casa;

4) che nessuno abitante butti immondizia o altro nei soliti posti vicini al paese, ma molto più lontano dal centro abitato;

5) i contravventori delle succitate disposizioni saranno puniti ai termini di Legge.

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Intanto il Decurionato sbrigava anche le varie pratiche amministrative e nella riunione del 19 maggio venivano decise nuove disposizioni sull’affitto di alcuni fondi comunali che sinteticamente stabilivano quanto segue:

1) l’affitto durava 5 anni a partire dal 1° settembre 1844 al 31 agosto 1849;

2) esso veniva deliberato con apposita asta pubblica;

3) i fondi potevano essere adibiti ad un qualsiasi uso;

4) i pagamenti annuali venivano ritirati dal Cassiere Comunale in 4 rate uguali per ogni anno;

5) gli aggiudicatari dell’asta dovevano esibire delle fidejussioni idonee.

I terreni riguardanti queste norme erano: il Mortelletto, la Pa­lombara, le Serre, il Prato di Manipuglia.

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Il 27 maggio, in seguito alla morte del sindaco Pasquale Rendace, viene eletto come suo successore il Sig. Francesco Antonio Nati, su disposizione dell’Intendente della Provincia, al quale precedentemen­te era stata comunicata la relativa terna di eleggibili.

 

Nuovo sindaco dunque ma vecchi problemi con il tifo che continuava la sua tragedia.

Così nella seduta del 2 giugno successivo venivano stilati i primi bilanci: fino a quel giorno i morti erano stati un centinaio, scarseggiavano i cereali ed il denaro, ed i cittadini crucolesi avevano urgente bisogno di neve, necessaria, durante la sopraggiunta stagione estiva, per curare gli effetti del morbo e per la conservazione dei cibi.

Fu allora che si decise di far giungere dalla Sila neve, in favore degli ammalati poveri, per la somma di 30 ducati.

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     1845

Nel settembre di questo anno, in base ad una stima redatta dal comune, gli abitanti di Crucoli risultavano essere poco più di 2000.

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