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EMERGENZA MAREGGIATA - DOMENICA DI APPRENSIONE A TORRETTA PDF Stampa E-mail
Scritto da Nunzio Esposito   
martedì 07 agosto 2007

TORRETTA – Così come esattamente un mese fa, il mare dei primi giorni di agosto ha ulteriormente aggravato la già precaria situazione della spiaggia torrettana, scaricando tutta la forza erosiva delle onde in tempesta su quel pochissimo che rimaneva del litorale a nord di Torretta.

E come nel 2004 (stesso periodo) ha vinto un’altra delle perenni battaglie contro le barriere di cemento che spesso incontra sulle nostre coste, provocando il cedimento di gran pare del piazzale del Lido ’73, ed inghiottendo una gran quantità di massi e quel poco di arenile che rimaneva nei duecento metri a ridosso dell’isola pedonale.

Quello che rimaneva, purtroppo, visto che ormai da diverse stagioni la conformazione di tutto il tratto di costa crucolese sta visibilmente e rapidamente cambiando con una variazione quasi inversamente proporzionale: se tra Fiume Nicà e la zona nord dell’abitato scompaiono metri e metri di spiaggia, nello stesso tempo, dall’altro versante, cioè dal centro fino al confine con Cirò, l’aumento in larghezza è più che sensibile, con il conseguente spostamento di bagnanti che vi si portano per poter godere dello spazio necessario alla propria balneazione.

Nel frattempo, come dicevamo, la situazione si è fatta sempre più critica, lì dove era già compromessa, e fin dalla mattinata di domenica molti hanno potuto (ahinoi) assistere al pietoso crollo di alcuni muri che sorreggevano appunto un angolo del piazzale del Lido ‘73, dopo che da quasi 48 ore la forza erosiva delle onde aveva portato via la sabbia sottostante.

Il peggio però doveva solo arrivare: poco dopo le 16,00 scatta l’allarme emergenza con i vertici del Comune, Sindaco Sicilia e Assessore Mancini in testa, ed i responsabili dell’Ufficio Tecnico costretti ad allestire un intervento di urgenza a protezione del lungomare dove le onde erano ormai giunte a riversare la loro impressionante e crescente furia erosiva.

I primi ad arrivare sono i Volontari del locale Distaccamento di Protezione Civile, che si portano in loco nel giro di un quarto d’ora con tre squadre di quattro elementi ciascuna, mentre poco dopo giungono gli agenti della Polizia Municipale ed i Carabinieri della stazione di Torretta.

Alle 17,00 circa arrivano i primi mezzi meccanici, tra cui una grossa gru che inizia a posizionare massi in cemento armato a partire dall’altezza del Lido Miramare, anch’esso pericolosamente compromesso dal mare.

Passa un’ora e mentre sulla zona si riversa ben presto una comprensibile folla di curiosi e cittadini, tenuti a debita distanza dal cordone di sicurezza organizzato da militari e volontari, vengono fatti sopraggiungere altri automezzi che posizionano ulteriori quantità di massi a formare una massiccia barriera frangiflutti a ridosso del muro di sostegno del lungomare, scavato ormai fin sotto le proprie fondamenta da un mare spaventosamente in tempesta (chi di mare se ne intende parlava di “forza 4”).

Per tutta la serata e ininterrottamente fino a notte inoltrata i lavori sono proseguiti per mettere in sicurezza sia tutto il tratto nord del Lungomare, sia una parte di collettore fognario che scorre lungo la vecchia stradina sterrata che conduce al rione Mortelletto.

E trascorso questo altro brutto momento per la nostra frazione sul mare non rimane che una voce unanime: bisogna fare presto se si vuole perlomeno salvare il salvabile della nostra spiaggia.

Al mattino dopo erano in tanti a sbirciare sul lavoro ormai concluso (i massi sono stati poi ricoperti da pietrisco che ne perfeziona la stabilita sul fondo) e dai volti dei tanti turisti presenti si vedeva l’amarezza e la delusione di dover convivere le proprie vacanze sen un altro bel tratto di spiaggia torrettana.

Bisogna fare presto, è il coro unanime che si alza dalle istituzioni locali oltre che dalla popolazione, e far presto significa che gli enti superiori, Regione in primis, si muovano con solerzia per gli interventi che ormai sono di estrema urgenza.

Intanto dal Comune precisano che il progetto definitivo del primo lotto dei lavori di salvaguardia della costa e conseguente ripascimento della spiaggia, approvato dalla Regione Calabria, è già presso gli uffici della Stazione unica appaltante della nostra Provincia che in tempi brevissimi (si spera) dovrebbe procedere alla relativa gara d’appalto e quindi affidamento dei lavori.

Costo dei lavori 700 mila euro che interesseranno il tratto compreso tra zona Ficodindia e torrente Giardinello, mentre si spera che subito dopo parti la progettazione e quindi l’appalto del secondo lotto (una spesa di un milione e mezzo di euro) che proseguirà l’intervento verso nord.

Ma non basterà, lo sanno già gli amministratori comunali, e quindi, come dicevamo, è bene che gli enti preposti si convincano che Crucoli non può più aspettare, che il nostro già precario turismo non può essere ulteriormente affossato dal cronico problema dell’erosione costiera, che una volta per tutti servono soldi, tanti, e soprattutto spesi bene. 

Solo ricordi, ormai, per quella spiaggia sotto il ’73 che ormai è scomparsa sotto le implacabile ed al contempo splendide acque del nostro incontaminato mare.

 
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deluso
è compito di chi gestisce il comune riuscire a capire su cosa è piu giusto che il paese investa con delle delibere fatte apposta...se sulla tranquilli
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TURISTA
SE VERAMENTE FOSSE UNA SPRUZZATA DI GIOIA NEL FRASTUONO DELLA SERENITA'.......... PERCHE NO... MA SE FOSSE VERAMENTE COSI.......
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