Accesso Utente






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Home arrow Calcio arrow CRUCOLI, INCONTRO CON PEPPINO FLOTTA, BANDIERA GIALLOROSSA DA 15 ANNI
CRUCOLI, INCONTRO CON PEPPINO FLOTTA, BANDIERA GIALLOROSSA DA 15 ANNI PDF Stampa E-mail
Scritto da Nunzio Esposito   
sabato 17 luglio 2010

CRUCOLI – Parlare di Giuseppe Flotta, nella Crucolese, è come parlare veramente di un monumento calcistico nella lunga ed ultraquarantennale vita della società giallorossa. Ventinove anni, difensore roccioso quanto stilisticamente impeccabile, corretto sul campo quanto fuori, Peppe Flotta rappresenta oggi la bandiera indelebile per i colori e per i tifosi della squadra di Crucoli, e con i suoi 13 campionati disputati (quasi) di fila nella formazione di casa è oggi il più presente nella rosa, seppur ben lontano dal record inattaccabile di quel capitan Giovanni Lumare, fermatosi pochi anni fa a quota 26 stagioni. .

Anche per Flotta, per i quali gli aggettivi e gli elogi si sono da sempre sprecati, ci sono stati (e sicuramente ci sono ancora) gli occhi puntati addosso di tantissime squadre di rango, anche se nella sua lunga carriera ha ceduto solo alle lusinghe della sponda giallorossa torrettana, dove giocò in Eccellenza (2 presenze nel 1996/97 e titolare negli allievi della allora Polisportiva) e persino in Serie D (ex Interregionale) nel 1999/2000, con 10 gare all’attivo.

Poi la sua strada è stata una sola, quella crucolese e da qui non si è mosso più.

Flotta, qual è stato l’episodio o il momento della tua vita che ti ha fatto decidere di giocare al calcio?

“Gioco a calcio da sempre. Per la nostra generazione il calcio era l’unico ma piacevole passatempo. Le partite in strada e “all’edificio” erano appuntamento fisso per tutti. Esordii giovanissimo, a 14 anni, nel finale del campionato 95/96 in 3 categoria ed arrivammo ad un solo punto dalla vittoria del campionato.”

In che ruolo hai iniziato la carriera e perché?

“Fino al ‘98 ho giocato a centrocampo, da classico trequartista, indossando a soli 15 anni  la numero 10 della Crucolese. Poi però mister Vulcano di decise di utilizzarmi per bloccare gli attaccanti avversari e la cosa funzionò.”

Quando e perché, ad un certo punto, hai deciso di giocare lontano da Crucoli?

“Fu nel ’96, quando la Crucolese non s’iscrisse al campionato. Partecipammo al campionato allievi,  facendo parte della Polisportiva Torretta. Tornato per un altro  anno a Crucoli  ricevetti poi una proposta che non potevo assolutamente rifiutare. Il Torretta mi diede l’occasione di passare dalla terza categoria all’Interregionale. Pur giocando poco, imparai molto dal mister Filareti ed acquistai tanta esperienza.

Cosa e chi ricordi (tra i tuoi compagni) di quella parentesi in un’altra squadra?

“Eravamo al limite col calcio professionistico e le lunghe trasferte e ritiri in Sicilia restano bellissimi ricordi. Ebbi l’occasione di conoscere tantissimi calciatori, ma mi legai molto a Cosentino e Mazzei.”

Perché tornasti nella Crucolese?

“L’anno successivo partii per Cosenza, all’Università, quindi non potevo più garantire la presenza agli allenamenti. E poi quell’anno coincise con il ritorno della Crucolese in seconda categoria, insomma nuovo entusiasmo.”

Hai successivamente avuto offerte da altre società? Quali e perché, eventualmente, le hai rifiutate?

“Beh, qualche offerta negli anni c’è stata. ma non le ho prese molto in considerazione e non lo rimpiango visti i risultati a Crucoli.”

Da quando giochi a Crucoli quali soddisfazioni personali ti porti sempre dietro in  modo particolare?

“Di sicuro la vittoria del campionato di seconda categoria. Fu un anno speciale, la squadra venne seguita veramente da un paese intero e ricordo che facemmo tante belle iniziative anche nel sociale. Fu li che prendemmo consapevolezza che il “gruppo” era ormai inscindibile.”

Due anni fa, ad inizio stagione (nonostante la permanenza in prima categoria) decidesti di lasciare, per poi ripensarci dopo un mese o più di campionato. Che cosa era successo e cosa ti convinse a rientrare?

“Dopo tanti anni pensai di lasciare spazio ai giovani e continuai a seguire la squadra, ma le cose non andavano benissimo e il ruolo di spettatore non era adatto a uno come me. Quindi rientrai disputando tutte le restanti 25 partite.”

Tu fai parte del cosiddetto gruppo di “veterani” della Crucolese e sei anche il giocatore in attività con più stagioni tra i giallorossi: chi consideri veramente importanti per la squadra e che rapporti hai con loro?

“Penso che “il gruppo storico” circondato ogni anno sempre da ottimi ragazzi sia necessario. Ma senza il ds Antonio Vulcano non si va da nessuna parte.”

Con quali dei tuoi compagni di sempre hai un’amicizia che va oltre il campo di calcio?

“Direi con tutti. In ogni occasione riusciamo a ritrovarci tutti insieme. Vivo a Cosenza con Gianfranco Gagliardi, i fratelli Saverio e Mirko Bruno e i fratelli Luigi e Stefano Grano; e poi con Peppino e Carmine Amantea si è creato un rapporto strettissimo.”

Attualmente frequenti l’Università di Cosenza, ma il tuo futuro calcistico è ancora nella Crucolese? E per quanti anni pensi di poter dare ancora il meglio di te nel calcio giocato?

“Sicuramente resterò nella mia squadra e spero per molto. Malgrado i pochissimi allenamenti fisicamente ancora sto bene. In 15 anni non ho mai saltato una partita per infortunio e questo mi fa ben sperare.”

Qual è il segreto di questa squadra che riesce a disputare una categoria così difficile da ormai oltre cinque anni?

“Penso sia un piccolo miracolo… In tutti questi anni vuol dire che siamo riusciti a costruire uno stile e una mentalità particolare che molti ci invidiano. A Crucoli si gioca senza pressioni eppure si riescono a trovare stimoli vincenti che altrove sono inimmaginabili.”

Dal punto di vista societario cosa è cambiato da quando giochi a Crucoli e cosa andrebbe ancora migliorato?

“La società è sempre stata l’altro segreto. Tutti i presidenti e dirigenti che si sono succeduti negli anni hanno dedicato il loro tempo ed impegno solo per pura passione. Penso debba rimanere sempre questo spirito. Colgo l’occasione per ringraziarne due su tutti Giacomo Vulcano, quando esordii, e poi il grande presidente De Simone.”

Che rapporto hai con l’attuale presidente Giuseppe Bruno e con mister Franco Vulcano?

“Con il presidente Bruno c’è un grande rapporto di stima ed amicizia che va al di la del calcio.  Spero resti ancora a lungo. Franco vulcano è sicuramente la persona che mi ha dato più. Sarebbero tante le parole da spendere per lui. Penso di doverlo ringraziare per aver contribuito prima di tutto alla mia crescita come uomo. Ho condiviso con lui allenamenti, partite, cene, feste per 15 lunghi anni. Se questo gruppo proseguirà lui non potrà che continuare ad esserne il leader.”

Tra poco più di un mese si ricomincia, con quali obiettivi affronterete la sesta stagione consecutiva in prima categoria?

“Credo che possiamo arrivare ad inizio campionato con una squadra competitiva come l’anno scorso (spero rimangano tutti) e sono sicuro che sapremo divertirci ancora. E chissà, sognare i play off?”

Ed il tuo obiettivo personale?  

“Far durare il più possibile il calcio a Crucoli. E’ importante che ci sia la squadra nel nostro paese, e intanto continuare ad inseguire il record del grande Giovanni Lumare, ma la strada e ancora lunga.”

 
< Prec.   Pros. >

Guestbook: Ultimi commenti...

deluso
è compito di chi gestisce il comune riuscire a capire su cosa è piu giusto che il paese investa con delle delibere fatte apposta...se sulla tranquilli
Continua
TURISTA
SE VERAMENTE FOSSE UNA SPRUZZATA DI GIOIA NEL FRASTUONO DELLA SERENITA'.......... PERCHE NO... MA SE FOSSE VERAMENTE COSI.......
Continua

Vedi il libro degli ospiti

Galleria Immagini