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CRUCOLI, INTERVISTA AL PRESIDENTE BRUNO, GIALLOROSSO DA SEMPRE PDF Stampa E-mail
Scritto da Nunzio Esposito   
sabato 24 luglio 2010

CRUCOLIUn onorevole passato da calciatore, tutto nelle fila dei giallorossi di Crucoli, iniziato appena diciassettenne nella stagione 73-74 e concluso a soli 28 anni dieci anni dopo, con qualche breve parentesi per motivi di lavoro.

Mette su famiglia (sposato con Silvana, con cui ha avuto due figli, anch’essi calciatori), crea una propria azienda nel settore della distribuzione alimentare e quindi, dopo 25 anni esatti lo ritroviamo Presidente della U.S. Crucolese ASD, stagione 2008-2009, con nuovo entusiasmo e voglia di proseguire un discorso nel calcio locale che evidentemente non si è mai interrotto.

Parliamo di Giuseppe Bruno, un passato di sette campionati in mezzo al campo, tra seconda e terza categoria, in anni che anche per queste serie minori era necessario girare mezza Calabria, nel ruolo di attaccante; sei presidenti che lui ricorda tutti con affetto e doverosa stima, dai compianti Giuseppe Gentile (“il professore”), Giovanni Esposito (che per primo nel 74-75 parlò di progetto promozione in prima categoria, sfumato addirittura in una clamorosa retrocessione) e Cataldo Celsi (tifosissimo romanista), passando per Luigi Urso, Aristide Vaccaro e Francesco Pipita; cinque allenatori dalle varie vicissitudini, i fratelli Guido e Ciccio Russo, l’indimenticabile Nino Celsi, la breve parentesi di Attilio Paparo (da Cirò Marina) e poi il mister di sempre, Franco Vulcano.   

Cosa ricorda di quegli anni?

“Erano tempi difficili per fare campionato in una realtà piccola come Crucoli, ma c’era impegno e grinta sia nei giocatori, sia nei dirigenti, tanta presenza di tifosi al campo (allora l’attuale “Forciniti” era denominato “Valle dell’Olmo”, n.d.r.) e soprattutto amicizia e divertimento nella squadra.

A proposito di questa, quali compagni d’avventura porta ancora nei ricordi più grandi?

“Mio fratello Raffaele, ad esempio, con il quale giocammo qualche stagione insieme, e poi amici e coetanei come Mauro La Pietra, Franco De Tommaso, Nicola Vulcano, Vincenzo Gagliardi, Franco Mancuso, Giuseppe Barberio; ricordo particolarmente la stagione 74-75 con Ciccio Russo allenatore e Giovanni Esposito presidente.”

Facciamo un salto nel presente ed eccola addirittura rivestire un ruolo importante ed impegnativo in una prima categoria mai calcata prima d’ora dalla Crucolese. Com’è nata questa scelta?

“Due anni fa il tecnico giallorosso Franco Vulcano, che tra è un mio cognato, mi contatta e mi propone di entrare nella società, proprio nel ruolo di presidente, a seguito delle dimissioni di Antonio De Simone. Ci ho pensato praticamente tutta una notte, ma la passione per la squadra dove ho giocato, l’affetto per il mio paese natio, le caratteristiche della società sportiva, erano talmente vicine al mio modo di pensare e di essere che il giorno dopo accettai questo ruolo per nulla facile.”

Quindi anche il cuore ha avuto un ruolo determinante in questa scelta?

“Alla base di tutto deve esserci lo sport ed il divertimento, caratteristiche che la Crucolese ha sempre messo al primo posto, e poi, ovviamente, l’attaccamento ai colori ed alla propria terra. Tant’è che anche prima io ho sempre seguito le gare interne della squadra ed il mio cuore di tifoso non ha mai cambiato… tribuna.”

Due anni in prima categoria, una salvezza sofferta ed una tranquilla, come li giudica?

“Al mio primo anno di presidenza abbiamo effettivamente sofferto e ottenuto la permanenza in extremis, ai play out, ma questo appena concluso è stato un campionato eccezionale che ci ha dato tantissimi momenti positivi e persino qualche …sogno.”

Cosa pensa di aver portato di nuovo nella società Crucolese?

“Innanzitutto non esiste il dirigente finanziatore o la misura del contributo economico; assieme a me sono arrivate persone nuove, amici e tifosi giallorossi, che pur senza grandi impegni economici collaborano nell’interesse unico della squadra. C’è maggiore organizzazione, ci sono ruoli ben definiti ed altri che cercheremo ancora di migliorare, c’è grande sensibilizzazione dei giocatori verso l’impegno gravoso di un campionato come il nostro, ma sono sicuro che loro lo farebbero anche senza il nostro aiuto.”

Parliamo dei suoi rapporti all’interno della società. Con mister Vulcano?

“Beh, a parte l’essere cognati, direi che è da sempre eccezionale, un’intesa di collaborazione e di suggerimenti reciproci molto costruttivi, anche se non ho mai cercato di addentrarmi nelle scelte tecniche che sono e rimangono prettamente dell’allenatore.”

E con gli altri dirigenti?

“Cerchiamo tutti di dare il massimo a livello organizzativo ed anche di coinvolgere gente nuova. Ci divertiamo moltissimo ed al tempo stesso c’è molta serietà nello svolgimento dei propri compiti: dal tesoriere Gennaro Tursi, al segretario Esposito, ai dirigenti Raffaele Bruno, Cicala, Michele Grano, Mazzei, Tarantino, tanto per citarne alcuni, gente che ci è stata vicino sia in casa che fuori, ma anche nei momenti di difficoltà. E poi, un elogio particolare lo voglio rivolgere al Direttore Sportivo Antonio Vulcano, che da sempre svolge il suo difficile ruolo con impegno e dedizione, un esempio di efficienza che potrebbe fare invidia a tantissime altre società più blasonate.”

Veniamo ai giocatori, con i quali lei ha sempre dimostrato un’intesa che va oltre il suo ruolo di presidente.

“Più che presidente, con loro mi sento il genitore di una grande famiglia. A cominciare dai fratelli Amantea: Carmine è il giocatore che tutti vorrebbero avere in squadra e Peppino ha dimostrato capacità di grande collante tra squadra e dirigenti, oltre che un ottimo elemento; con Flotta, Gagliardi, Cicala, c’è reciproca e sincera amicizia. E poi i giocatori che vengono da fuori: un grazie di cuore ai due giovanissimi cariatesi, Caso e Caruso, per la serietà con cui hanno onorato l’impegno, nella speranza di averli ancora con noi; ma anche ai fratelli Luigi e Stefano Grano (ormai tra i veterani giallorossi), agli altri due fratelli Bruno, Domenico e Daniele, a Cosentino, per non parlare di Gianpiero Celsi per il quale immaginavamo il ruolo di …magazziniere (scherza come al solito, naturalmente, n.d.r.) ed invece è diventato un pilastro della difesa. Ma voglio ricordare anche chi non è più del gruppo, Cilidonio, Grasso e Cerchiara, che hanno dato tanto alla Crucolese.”

Le ricordo che lei è anche il papà di due giocatori, come affronta questo doppio ruolo?

“Chiaramente sono preso dal punto di vista emotivo, specie se tuo figlio (Saverio, n.d.r.) segna un goal nello spareggio play off (Crucolese-Campana 2-0, stagione 2008-09, n.d.r.), oppure se entra in campo Mirko e si trovano a giocare insieme; ma poi assumo sempre un comportamento distaccato e rispettoso delle scelte del mister, l’unico in grado di decidere quando e come utilizzare un giocatore.”

Con le istituzioni che tipo di risposta ha avuto da quando è alla guida della società?

“Grande sinergia con il Sindaco Antonio Sicilia, che si è sempre messo a disposizione, sia per i lavori al campo sportivo, sia nelle varie richieste che gli sono giunte da parte nostra. Lui ha sempre cercato di rispondere positivamente, aiutandoci a migliorare l’ambiente sportivo attorno alla società.”

Cosa si augura per il prossimo campionato?

“La Crucolese parteciperà sicuramente con uno spirito vincente e desiderosa di nuovi traguardi. La rosa di base rimane la stessa e speriamo di avere altri giovani promettenti che possano far parte una splendida avventura per i campi di mezza Calabria.”

Come dire che i colori giallorossi di Crucoli ripercorreranno di nuovo una storia di oltre trent’anni fa. 

 
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deluso
è compito di chi gestisce il comune riuscire a capire su cosa è piu giusto che il paese investa con delle delibere fatte apposta...se sulla tranquilli
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SE VERAMENTE FOSSE UNA SPRUZZATA DI GIOIA NEL FRASTUONO DELLA SERENITA'.......... PERCHE NO... MA SE FOSSE VERAMENTE COSI.......
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